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Economia e Finanza

FINANZA/ Il "nuovo" spread che deve terrorizzare l'Italia

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Per inciso, Monti l’ha approvato, ma si è ben guardato dall’utilizzarlo. Detto questo, c’è una generale e totale incapacità di comprendere la natura di questa crisi economica. Il modello che le persone al timone dell’economia hanno in mente è del tutto sbagliato.

 

In che senso?

Ancora non si è compreso che le crisi di ottimismo, in cui la gente non consuma e non investe più, non possono che essere affrontate con la leva della domanda e della spesa pubblica. Le teorie keynesiane vanno utilizzate con estrema cautela. Questo, a differenza degli anni ‘70, quando se ne fece un impiego massiccio a fronte di una crisi che, tuttavia, era legata all’offerta, è il caso tipico in cui è doveroso farvi ricorso.

 

Invece, si insiste con il rigore.

Il problema è che tutti gli elementi o i margini di manovra di cui si parla da mesi in relazione a parametri quali il tetto del 3% al rapporto deficit/Pil sono minimali rispetto alle esigenze reali dell’economia. In questa fase, la variabile fondamentale non è lo spread, ma il lavoro. Non ci si rende conto che il fattore che deve maggiormente spaventare è, in Italia, la disoccupazione (quella giovanile è sopra il 40%); e neppure che dalla paura della gente potrebbe originarsi il momento in cui cesserà la prospettiva di mantenimento dell’euro e, con essa, quella dell’esistenza dell’Unione europea. Di conseguenza, l’influenza del nostro Continente risulterà pressoché azzerata almeno per i prossimi 30 anni. La gente, per aderire a un progetto, ha bisogno di poterlo vivere serenamente. Senza occupazione, non è ovviamente possibile.  

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
22/10/2013 - una precisazione.... (Eugenio Bravetti)

lei ha scritto "la gente per aderire ad un progetto ha bisogno di poterlo vivere"...già, peccato che nessuno ha aderito all'euro ma è stato imposto a tutti dall'alto. A me non hanno mai chiesto se volessi entrare nell'euro o ancor prima nello SME ecc ecc. Aggiungo anche che in quei pochi casi in cui c'e stata una consultazione popolare per chiedere ai cittadini se volevano aderire, la risposta è sempre stata NO e a quel punto le consultazioni in alcuni casi sono state rifatte con lo stesso risultato. A quel punto allora non è stato piu chiesta l'opinione delle persone ma è stato imposto punto e basta. L'euro, anzi, QUESTO EURO, scatenerà una nuova guerra in EUROPA questo è poco ma è sicuro.