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SPY FINANZA/ La Germania ha scelto come “far fuori” l’Italia

Pubblicazione:martedì 22 ottobre 2013

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A seguito dell’aumento dei crediti deteriorati, le banche italiane, in leggero ritardo stando a PWC, hanno iniziato a migliorare i loro livelli di copertura delle sofferenze di oltre il 10%, pur rimanendo al di sotto dei livelli pre-crisi. Per l’anno prossimo, PWC si attende che Bankitalia e la Banca centrale europea spingano le banche italiane ad aumentare il proprio grado di copertura e che i bilanci del prossimo anno saranno interessati da consistenti svalutazioni sui crediti, con un miglioramento nel rapporto di copertura delle sofferenze. E guarda caso, un incentivo importante alla svalutazione e alla ripresa del mercato delle transazioni sui crediti non performanti sarebbe senz’altro rappresentato proprio dall’approvazione delle modifiche sulla deducibilità delle svalutazioni e perdite su crediti ai fini Ires contenute nel disegno di legge di stabilità 2014. Lo stesso che ieri è passato al vaglio della Commissione europea, chiamata a dare il via libera o proporre le proprie modifiche entro il 15 novembre prossimo: se casserà quei due punti di vitale importanza per il nostro sistema bancario, cosa succederà sui mercati? Reggerà ancora lo spread così basso e tranquillizzante, a fronte di numeri come quelli che vi ho appena enunciato? E la Borsa, continuerà a vedere il Ftse Mib sopra quota 19.000 e i titoli bancari beneficiare proprio del differenziale ai minimi tra Btp e Bund?

A lanciare un ammonimento in tal senso, soprattutto alla luce degli stress test della prossima primavera, i cui criteri verranno resi noti domani dalla Bce, è stato James Howat, economista per l’area euro alla Capital Economics: «Se i test evidenzieranno grossi buchi nei bilanci delle banche, non si intravede un chiaro meccanismo per poterli colmare. Potrebbe essere necessaria la fornitura di nuovo capitale da parte della Bce o dell’Europa, ma non certo nei volumi e nelle cifre viste nei precedenti bailout». Ovvero, quanto speso per le banche irlandesi, greche, portoghesi e spagnole, non potrà essere versato una seconda volta. A ritenere invece salutare sul lungo termine uno shock simile sono, guarda un po’ le combinazioni, invece gli analisti di Deutsche Bank, a detta dei quali «forzare le banche a riconoscere l’estensione reale delle loro sofferenze e quindi ricapitalizzare di conseguenza è cruciale per evitare la cosiddetta “zombificazione” del sistema».

Questo processo, durante il quale le aziende continuano a ripagare gli interessi su propri prestiti ma non il capitale e non fanno crescere il loro business investendo, porta con facilità alla morte per asfissia di un sistema economico e del suo tessuto d’impresa. E quale sarebbe la ricetta di Deutsche Bank per evitare questo, nei paesi come il nostro con forti percentuali di sofferenze bancarie? Semplice, le banche devono richiamare più prestiti possibili, ovvero obbligarne il rientro, in modo da aiutare i loro bilanci e liberare più fondi per investire. Bontà loro, gli analisti teutonici ammettono che esiste il rischio di una piccola controindicazione in questa ricetta: questo potrebbe comportare il fallimento di altre aziende. Ma vah? Aspettavamo i geni di Deutsche Bank per capire che una sorta di “margin call” in grande stile sui prestiti erogati e oggi in sofferenza devasterebbe un sistema industriale già in ginocchio come il nostro e basato al 90% su Pmi.

Il problema è che non sta certamente a noi decidere cosa fare, noi dipendiamo dall’Europa, persino la legge finanziaria dei prossimi tre anni la vaglia e la approva (o boccia) l’Europa: non contiamo più nulla. E se Draghi alla Bce è - almeno formalmente - garanzia che non si arriverà a un epilogo tale, ovvero la chiusura per bancarotta dell’Italia, l’Eba e gli stress test della prossima primavera potrebbero forzare una soluzione simile, con la Bundesbank ben felice di vedere la nostra economia morire sotto i colpi di migliaia e migliaia di fallimenti di imprese. A quel punto, lo shopping estero sarebbe davvero a prezzi di saldo. E noi ridotti a una colonia.


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COMMENTI
22/10/2013 - Lo spread a favore dei potenti di turno. (claudia mazzola)

Come si fa a fidarsi della "borsa" che è gestita e usata a piacemento economico dagli uomini. Se ci basiamo su quella "sporta" stiamo freschi. Per fare andare bene le cose bisogna farsi sù le maniche!