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SHUTDOWN UE/ La "vendetta" di Uk e Germania rischia di bloccare Tav e Mose

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Si tratta dei “soliti sospetti” a Nord delle Alpi, che chiedono un bilancio più leggero. In particolare sono Finlandia, Austria, Germania e Regno Unito, che sono poco propensi a erogare soldi al bilancio comunitario.

 

Quali possono essere i rischi per l’Italia legati a questa situazione?

Per il 2013 non ci saranno ricadute, in quanto se anche noi spendessimo tutti i fondi strutturali non ci sarebbero disponibilità liquide per ricevere altri fondi da Bruxelles. L’Italia non è però notoriamente capace di spendere i fondi strutturali, e quindi il fatto che non ci pagheranno delle spese che non siamo in grado di fare per noi non è un problema.

 

E per il 2014-2020?

In questo caso la questione è più delicata, perché sono in corso d’opera i grandi collegamenti infrastrutturali tra l’Italia e il resto d’Europa, cui si aggiungono le reti tecnologiche come la banda larga. L’Italia contribuisce al bilancio europeo più di quanto riceve, ed è opportuno che l’Ue consenta di investire nelle aree in cui noi siamo più in ritardo rispetto al resto dell’Europa. Il rischio è che la costruzione di infrastrutture come Tav e Mose nel periodo 2014-2020 finisca per bloccarsi. La procedura è stata chiusa e l’accordo c’è, mancano dei dettagli relativi al finanziamento di liquidità che per noi è importante che siano messi in campo al più presto.

 

(Pietro Vernizzi)



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