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INCHIESTA/ Italia, debito record per colpa dell’Europa: ecco le prove

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Vediamo allora come l’ottusità fiscale, imposta dall’Ue, ma accettata dai nostri due penultimi governi, ha operato in questi anni in Italia:

1) Nel 2010, primo anno dopo la recessione, il disavanzo pubblico è stato ancora consistente e pari al 4,5% del Pil; tuttavia una crescita del Pil nominale pari al 2,1% ha contribuito ad attenuare il rapporto debito/Pil per 2,4 punti percentuali determinandone un incremento totale pari a 2,1 punti (4,5 meno 2,4).

2) Nel 2011 il disavanzo pubblico è stato ridotto al 3,8% del Pil; tuttavia una crescita del Pil nominale pari all’1,7% ha contribuito ad attenuare il rapporto debito/Pil per 2,0 punti percentuali determinandone un incremento totale pari a 1,8 punti (3,8 meno 2,0).

3) Nel 2012, dopo le maximanovre del secondo semestre 2011, il disavanzo pubblico è stato ulteriormente ridotto al 3,0% del Pil; tuttavia, il Pil ha avuto una crescita negativa anche in termini nominali, pari al -0,8%, che ha contribuito a incrementare il rapporto debito/Pil di un punto percentuale aggiuntivo per un incremento totale pari a 4,0 punti (3,0 di disavanzo/Pil più 1,0 per riduzione del Pil nominale). L’effetto è stato in conseguenza un incremento nel rapporto debito/Pil doppio rispetto ai due anni precedenti nei quali invece il disavanzo pubblico era risultato più consistente.

4) Nel 2013 il disavanzo pubblico è previsto costante (al 2,9% del Pil, da noi arrotondato a 3 punti); invece il Pil avendo già acquisito un calo reale dell’1,5% probabilmente resterà fermo in termini nominali. L’effetto complessivo dei due fattori sarà in conseguenza un aumento nel rapporto debito/Pil di altri 3 punti, per un totale di 7 punti nel biennio 2012-13 contro 3,9 punti nel biennio precedente.

Si ha in tal modo una misura dell’ottusità fiscale italo-comunitaria: la tripla manovra di finanza pubblica del secondo semestre 2011, i cui effetti sono stati stimati in 4,7 punti di Pil al 2013, permette nel biennio un miglioramento complessivo di soli 0,8-0,9 punti nel rapporto deficit/Pil (contro 1,7 punti nel biennio precedente) e porta a un incremento complessivo di 7 punti nel rapporto debito/Pil, contro i 3,9 realizzati nel biennio precedente. Il debito pubblico italiano è ora meno sostenibile di quanto fosse due anni fa.

 

(5- continua)

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COMMENTI
26/10/2013 - la nave va nella corrente o verso gli scogli? (antonio petrina)

Se la corrente della nave va verso il largo va bene ma se va verso gli scogli,a meno che di avere un capitano schettino,si va alla deriva! Il Trattato di Maastricht è quella mappa che il capitano saggio e pruduente deve seguire ,se non vuole portare la nave sugli scogli!!

 
24/10/2013 - Ahi, serva Italia di dolore ostello...... (Carlo Cerofolini)

Ahi, serva Italia di dolore ostello nave senza nocchiere in gran tempesta…… Ahi, come aveva ragione il sommo Dante!

 
24/10/2013 - Diam sempre le colpe a qualcun altro. (claudia mazzola)

Il debito record non è solo dell'Italia, ma degli italiani che sono indebitati 2volte, uno: per mal governo due: per mancanza di lavoro e fondi

 
24/10/2013 - Ottusità forse (Diego Perna)

lNon credo si possa continuare a dire che si tratta di ottusità fiscale , forse inizialmente, se vogliamo credere alla buona fede dei fondatori del sistema euro, se così possiamo chiamarlo, alcuni errori così evidenti oggi, non lo erano, anche se parliamo di gente che un minimo di conoscenza dei fenomeni economici avrebbero dovuto avere. Oggi invece é troppo evidente che siamo in un avvitamento recessivo accelerato dalla pressione fiscale a tutto campo, che avvilisce sia la voglia di intraprendere che di investire nei settori produttivi che sino a pochi anni fa erano tipici del manifatturiero italiano. A me sembra tutto molto banale, complesso se si vuole ma banale, perché se non conviene fabbricare una cosa é meglio comprarla già fatta, certo, ma finiti i risparmi se non si produce non si può nemmeno - mangiare. E nei risparmi metto anche i beni immobili dello Stato che dovrebbero servire a diminuire il debito forse dell' uno due per cento, non ha senso. Così come non dovrebbe aver senso smantellare l' industria di Stato ecc. Si dovrebbe uscire da signori da una Europa che ci tratta come fossimo bambini scemi, e forse lo siamo, tranne chi su questa situazione ci specula, e non sto qui a farne l' elenco, ma non sono certo i lavoratori. Ormai la politica , sempre lo abbia fatto in questi ultimi vent'anni, non fa piú gli interessi del popolo, non mi stancherò di dirlo, pur tra i tanti proclami entusiasti di un governo come questo. Buona giornata

 
24/10/2013 - In soldoni... (Francesco Giuseppe Pianori)

In soldoni...aveva ragione Berlusconi! E noi ci siamo messi nelle mani dei professoroni della Bocconi... o meglio ci hanno messo, compresa "La Volpe del deserto", il nostro amabile Presidente Napolitano... o sbaglio?!