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FIDUCIA & RIPRESA/ Biagi e Volkswagen gli "alleati" di Letta

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

Sulla legge elettorale, rimasta finora lettera morta, si può aprire qualche spiraglio. L’improvvisa virata di Berlusconi allunga i tempi e fa capire che nemmeno lui, ormai, pensa si possa andare al voto con il Porcellum. Giorgio Napolitano su questo è stato chiaro. E lo dicono i sondaggi che sembra abbiano avuto un ruolo importante nella svolta berlusconiana, altrettanto importante nella minacciata scissione (senza sottovalutare la mossa della pattuglia di dissidenti). Tutti i guru dell’opinione pubblica mostrano che in questo momento, con questo sistema elettorale, il Pd è in testa, ma non di molto, il Pdl è secondo ma non lontano, a ridosso c’è il M5S e via via gli altri. Insomma, non cambia nulla di fondamentale. Il prossimo parlamento sarebbe lo specchio di quello attuale. Che senso ha votare? È probabile, dunque, che i due maggiori partiti, più Scelta civica, possano trovare un accordo. Resterebbero fuori i grillini e l’estrema sinistra. Motivo in più per accelerare il chiarimento. Un ulteriore impegno riguarda la giustizia e qui Letta si è tenuto al comune denominatore: il documento dei saggi nominati da Napolitano.

Sul piano schiettamente politico, dunque, il governo può avere più margini che su quello economico. Ma è soprattutto in economia che verranno giudicate dagli elettori le forze politiche che lo sostengono. E qui occorre tenuta, abilità, e in primo luogo coraggio.

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