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FINANZA/ 1. Sapelli: l'unione "sovietica" europea lascia a secco famiglie e imprese

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Si prepara l’assunzione di migliaia di “esperti” da parte della Bce per inviarli poi nelle banche su cui esercitare i controlli e verificare sulla base di parametri assai discutibili fissati dall’Eba, ossia dall’ente di sovradeterminazione dei parametri di rischiosità che dovrebbero porci al riparo dai fallimenti. Si tratta di iper-regolare in primo luogo E non di riformare le banche prima di iper-regolare. Errore immenso. Non si risolverebbe nulla. Non si risolverà nulla. Invece occorrerebbe dividere le banche d’affari da quelle commerciali tornando ai vecchi ma seri provvedimenti dell’essenziale Glass Act che nel 1933 Roosevelt emanò appunto per separare due tipi di intermediazione bancaria la cui unificazione clintoniana e blairiana, promossa dalle grandi banche d’affari affamate di guadagni ad altissimo rischio, unitamente alla sregolazione dei mercati finanziari con la creazione di shadow bank e dark pools hanno scatenato la dinamica finanziaria della crisi.

Una crisi di sovracapacità produttiva industriale, l’altra dinamica della crisi, si è così trasformata in una crisi finanziaria per eccesso di rischio che ha scaricato sull’economia reale l’assenza di credito alle imprese e alle banche e invece l’ha diretta dallo Stato alle banche unificate per salvarle e con loro i top manager aggravando i debiti pubblici sovrani. Too Big to fall, si dice, ma si dovrebbe dire invece more unification more risks, soprattutto quando le redini sono nelle mani dei manager stockopzionisti e dei politici al loro servizio, com’è stato indubitabilmente dimostrato per esempio dai libri di Bruno Amoroso.

Certo, i bank’s non performing loans sono un bel problema, così come gli assets tossici nei confronti dei quali non si è scelto - per combatterli e poi eliminarli - né di separare le banche, né di creare le cosiddette bad banks, come si fece in Usa per cercare di deleverarle, ossia di eliminare via via tali tossici assets con il minor danno sociale possibile. Pianificare gli stress-test, ossia regole comuni di carotaggio dei bilanci bancari su larga scala, non è certo un rimedio, ma consente una radiografia del rischio. Se non si dividono le banche, però, l’aumento di capitale che l’Eba richiede è un bel misero rimedio, perché costringe le banche medesime a tenere immobilizzate grandi masse di capitali che si sottraggono alla circolazione sanguigna delle famiglie e delle imprese, aggravando in tal modo la crisi.


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