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AUMENTO IVA/ Arrigo: il governo rischia il doppio autogol

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Fabrizio Saccomanni (Infophoto)  Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Il problema della service tax è che non è veramente commisurata alla qualità dei servizi erogati dal settore pubblico. È giusto coprire i costi dei servizi pubblici, ma occorre che questi ultimi siano svolti in concorrenza con un’assegnazione sulla base di bandi di gara. I cittadini sono obbligati a pagare la tariffa per lo smaltimento rifiuti, ma i costi li decide l’ente locale. Sarebbe quindi interessante introdurre meccanismi di concorrenza per rendere efficienti i costi attraverso processi di mercato. I costi devono essere avvicinati a livelli di efficienza.

 

Come valuta la nomina di Cottarelli come Mr. Spending review?

La vera questione non è attuare una spending review, ma anche in questo caso rendere coerenti spesa pubblica e servizi erogati ai cittadini. Con un servizio pubblico a domanda individuale, si può consentire alla singola persona di scegliere se consumare di più pagando di più o consumare di meno pagando di meno.

 

Può fare un esempio?

Un genitore dovrebbe essere messo nelle condizioni di scegliere se mandare i figli in classi da 30 alunni e pagare di meno oppure in classi da 15 e pagare di più. Deve essere il cittadino che decide, non il governo. I servizi a domanda individuale non vanno quindi privatizzati, ma resi autonomi e finanziati con prezzi e trasferimenti.

 

(Pietro Vernizzi)



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