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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco la "pistola" dei mercati puntata sul governo Letta

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I loro portafogli, infatti, subirebbero un deprezzamento. Rendendo più difficile l’aumento dei consumi e degli investimenti per avviarsi sulla via della ripresa. Per i conti pubblici, scatterebbe una trappola: da un lato, aumenterebbe lo spread; da un altro, il Tesoro avrebbe maggiori difficoltà a rifinanziare debito posto sul mercato da individui, famiglie e imprese per timore di un deprezzamento (si parla di un potenziale di vendite sino a 400 miliardi).

In questo quadro, è naturale che chi ha il compito di “dare voti” al valore dei titoli, consideri quelli italiani “sorvegliati speciali”. Se il Governo Letta non avesse ricevuto un ampio voto di fiducia, è probabile che il “declassamento” sarebbe già avvenuto o starebbe per avvenire. La sera del 4 ottobre c’è stata una gran suspense sino a quando è scattata l’ora della chiusura per i mercati europei.

È molto probabile che “le osservazioni” continuino sino al 15 ottobre, ossia fino alla presentazione del disegno di legge di stabilità, l’analisi delle cui misure è essenziale per esprimere una valutazione sull’affidabilità dell’Italia. I mercati si aspettano una riduzione del cuneo fiscale (e della tassazione in generale), una seria revisione della spese e misure per incidere sullo stock del debito pubblico. Ma dov’è Mandrake?

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