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Economia e Finanza

ALITALIA/ La doppia "fregatura" di una fusione con FS

Per ANDREA BOITANI, un’eventuale sinergia eliminerebbe la concorrenza sulla tratta Roma-Milano e costringerebbe i contribuenti a pagare per il dissesto finanziario della compagnia aerea

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«Una fusione tra Alitalia e Ferrovie dello Stato penalizzerebbe gli italiani non una ma due volte. Eliminerebbe la concorrenza sulla tratta Roma-Milano, e quindi i prezzi schizzerebbero alle stelle. E costringerebbe i contribuenti a pagare per il dissesto finanziario della compagnia aerea dopo che quest’ultima è già stata privatizzata». Lo spiega Andrea Boitani, professore di Economia politica all’Università Cattolica di Milano, membro della Commissione Tecnica per la spesa pubblica dell Ministero del Tesoro dal 1993 al 2003 e consulente del ministero dei Trasporti dal 1999 al 2005. In questi ultimi giorni, infatti, si torna a parlare dell’ipotesi di far confluire la compagnia aerea in quella ferroviaria.

Professor Boitani, perché non è d’accordo?

Non si riesce a capire come un’azienda mal gestita quale è Ferrovie dello Stato potrebbe salvare un’altra azienda mal gestita come Alitalia. Due cattive gestioni anche sommate non possono fare una buona gestione. La fusione tra Alitalia e Fs avrebbe come principale obiettivo quello di integrare orizzontalmente il monopolio, spennare i consumatori e quindi fare stare tutti i peggio. A ciò si sommerebbe un secondo obiettivo.

Quale?

Quello di impedire il fallimento di Alitalia. Siccome Fs è un pozzo senza fondo, dispone di risorse quasi illimitate ed essendo al 100% del Tesoro per definizione non può fallire, integrandola con Alitalia si impedisce il fallimento anche della stessa compagnia aerea. Ecco le ragioni per cui complessivamente ritengo che un’eventuale fusione di Fs e Alitalia sarebbe una manovra molto negativa.

Perché i consumatori finirebbero per essere “spennati”?

Perché se si integrano due monopoli i prezzi salgono sia sull’uno che sull’altro. Quel po’ di concorrenza “modale” che ancora rimane tra trasporto ferroviario e trasporto aereo andrebbe perduta.

Bisogna quindi lasciare che Alitalia fallisca o sia comprata da una società straniera?

La prima cosa da chiarire è che i problemi di Alitalia non sono problemi dell’Italia. La compagnia di bandiera è un’azienda privata, in cui una cordata di soci ha investito del denaro che sta perdendo. Se Alitalia dovesse fallire o fosse acquisita da una compagnia straniera, ciò riguarderebbe i suoi azionisti e non invece gli italiani. Non si vede quindi perché il ministero dell’Economia, in quanto azionista di Fs, debba preoccuparsi di salvare una compagnia aerea che ha sempre dato pochi benefici agli italiani. Non c’è quindi nessun motivo per utilizzare i fondi pubblici con questo obiettivo, anche perché Moretti non rischia un centesimo di suo. In pratica l’operazione consisterebbe nel rendere Alitalia nuovamente pubblica, dopo che in passato era stata privatizzata.

Insomma, vuole dire che gli italiani finirebbero per essere “cornuti e mazziati”?


COMMENTI
08/10/2013 - Che dire... (Guido Gazzoli)

..che il trasporto aereo non sia essenziale per il nostro Paese mi pare quantomeno un'affermazione un pò azzardata.... Ci si dovrebbe spiegare come mai in altri Paesi non è così e i loro Governi lo difendano ad ogni costo , da decenni . Specie per una nazione che ha ormai nel turismo l'unica industria che "dovrebbe" essere degna di questo nome... La stessa Francia ha attuato sinergie tra aerei e rotaia.... la via Italiana la vedo effettivamente dura se fatta "a modo nostro" , ma ormai credo che la criticità della situazione obblighi a soluzioni intelligenti.... Ma se l'Italia è quella dei Colaninno , Tronchetti , Ligresti o Riva con i loro inciuci politici , allora è meglio chiudere il Paese e emigrare tutti. Spirito di Adriano Olivetti..se ci sei batti un colpo !!!!