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IDEE/ Tasse e conti, l’Italia ha bisogno del "vincolo" dell’Ue

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Per quanto riguarda la perdita di sovranità, credo sia ormai palese che il nostro sistema democratico non riesce più a creare progresso, cambiamento e modernità, ma si è avvitato in una complessità caotica che deriva probabilmente dalla nostra storia, dalla nostra cultura e dalle nostre 1000 identità e corporazioni. Un vincolo esterno, da questo punto di vista, mi sembra solo possa essere positivo. E la nostra politica? Spesso è colpevole di non riuscire a fare le cose che l’Ue ci chiede e di non utilizzare gli ancora ampi spazi di manovra legislativa, industriale ed economica che abbiamo. Le diatribe politiche sono un teatrino che riguarda spesso i destini individuali di un’ampia casta industriale, politica e corporativa, ma poco il resto del Paese. Dovrebbe invece rapidamente trovare un accordo per cambiare la fiscalità a favore del lavoro, snellire le regole e la burocrazia, che pesa su chi vuole fare, e rendere certi i tempi, i costi e gli esiti della giustizia.

Credo che ormai i tempi e i personaggi politici siano maturi per porsi questi obiettivi e raggiungerli. Se non lo faranno continueranno a scaricare i costi della crisi sui più deboli, ma la responsabilità sarà loro, non dell’Ue. Per tutto il resto, e per fortuna, c’è l’Ue , con tutti i suoi limiti ed errori che un domani potremo aiutare a risolvere.

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