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ALITALIA/ Giannino: senza Air France il salvataggio è impossibile

Pubblicazione:mercoledì 13 novembre 2013

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A Del Torchio posso esprimere la mia solidarietà, perché si trova a lavorare in condizioni improbe. A questo punto è costretto a prodursi in esercizi di tagli lineari che non prefigurano un orizzonte credibile per la compagnia. L’operazione consiste di fatto nel commisurare i sovraccosti e nel ridurli per consentire di andare avanti con il nuovo capitale. Non è però né una linea strategica, né una linea di medio periodo. L’unico effetto del nuovo piano è quello di fare capire ancora una volta ad Air France che non vogliamo che prenda il controllo, ma adesso è lo Stato che si trova nei guai.

 

Quale può essere a questo punto la via d’uscita?

Il problema è che noi ci dobbiamo muovere in un orizzonte nel quale la scelta del partner comunitario è prioritaria per come funziona il mercato aereo europeo. È soltanto un’illusione pensare che un vettore extraeuropeo possa sostituire Air France a parità di condizioni. Magari qualcuno pensa che Etihad sarebbe persino più accondiscendente in quanto l’Italia non vuole che uno straniero comandi definitivamente nella compagnia aerea nazionale. Si sbaglia però di grosso.

 

Perché?

Perché il mercato europeo ha delle barriere nei confronti dei soggetti extracomunitari. Da questo punto di vista l’orizzonte della scelta dei partner europei di grandi dimensioni è assolutamente ristretta, in quanto Lufthansa non è interessata. Bisognerà quindi tentare di fare un ragionamento più realistico con Air France, in quanto quello compiuto finora non lo è affatto.

 

(Pietro Vernizzi)



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