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IL CASO/ Le Regioni "portano" all'Italia un'altra batosta europea

Pubblicazione:mercoledì 13 novembre 2013

Vasco Errani (Infophoto) Vasco Errani (Infophoto)

Ciò che serve è un piano di riforma strutturale della spesa pubblica, che deriva dalla necessità di riportare definitivamente sotto controllo i conti. Ciò di fatto passa anche da una rimodulazione del nostro federalismo. Occorre quindi una modifica del titolo V che obblighi le Regioni a un patto di stabilità interno molto più stringente. Non possiamo andare avanti se non compiamo questo passaggio, cioè se non apriamo un dibattito sulla rimodulazione e del taglio della spesa, sia a livello centrale sia a livello locale.

 

Quindi il motto “Roma ladrona” non corrisponde alla realtà?

Non è Roma ladrona, ma sono Milano e Napoli, come anche Torino e Bari, Trento e Palermo che sono diventati dei centri di spesa potenzialmente fuori controllo. La stessa disciplina di bilancio che si applica a livello centrale non è stata applicata a livello regionale. Tagli lineari di spesa alle regioni non se ne sono visti. Da questo punto di vista è necessario portare avanti ciò che il governo ha avviato attraverso la scelta di Carlo Cottarelli nel ruolo di commissario alla spesa pubblica. Se deve solo tagliare la spesa centrale, non sarà possibile risparmiare più di 20-30 miliardi di euro, cioè soltanto l’1% del Pil.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
13/11/2013 - Da quando sono nate sono la disgrazia dell'Italia (Giovanni Menegatti)

Prima della nascita delle Regioni il Debito pubblico Italiano era quasi inesistente, fin dalla loro nascita sono nati i guai dell'Italia. Da subito I politici tutti, senza escludere nessuno piuttosto di pensare come far funzionare bene la burocrazia statale e Regionale, si sono preoccupati solo come aumentare la spesa, facendo le Regioni come centri di potere personale dei singoli Partiti. Basta fare pochi esempi anche sulla mia regione Friuli v.G. con 1.240.000 abitanti ha 5 sedi regionali nel territorio 1 anche a Roma, 5 commissioni permanenti 5 Enti non ricordo quante comunità montane. Tutto questo per far cosa se, non ci sono Compiti precisi su quello che si puo fare senza entrare in conflitto continuo con i poteri dello stato Paralizzando sempre le varie decisioni rendendo cosi infinite le decisioni. Personalmente io sono un sostenitore delle regioni ma con molta meno Burocrazia e con compiti veramente decisionali tipo i Land Tedeschi. Noi Invece abbiamo fatto dei mostri solo capaci di rapine dei politici corrotti che sono anche piu bravi di quelli romani altro che Roma Ladrona.

 
13/11/2013 - esempi (Alberto Consorteria)

A me basta che faccian fallire campania e sicilia, vedrete che a un certo punto qualcuno smetterà di buttar via i soldi

 
13/11/2013 - le regioni sono un affare (Claudio Baleani)

Le Regioni sono un affare per i pochi che riscuotono e un incubo per i moltissimi che le pagano. Nate in tempi di vacche grasse per alimentare una democrazia parolaia e preparare la crisi che oggi ci soffoca, si sono trasformate in interlocutori istituzionali totalmente inutili anzi dannosi, che moltiplicano norme che rendono la vita impossibile agli imprenditori e investitori perché cadute in mano ad una classe politica psicotica che ha paura dei tweet. I dati che vengono dalla Regione Lazio sono 24 miliardi di debito e non mi pare che le altre stiano molto meglio. Quando si deve constatare di aver sbagliato non c'è altra strada che tornare indietro. Si può tornare indietro con dignità e metterlo nero su bianco cancellando le regioni salvo nei posti in Italia dove se le possono permettere con le loro tasche, oppure si può tornare indietro da straccioni ovvero tenendo in piedi questi mostri senza dargli soldi. Siccome mi pare che non si sta decidendo né l'una né l'altra cosa mi basterebbe che le regioni almeno tagliassero gli stipendi esorbitanti per i dirigenti, specialmente in regioni come Marche, Umbria, Campania, Toscana e Sicilia.