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FINANZA/ Fortis: così la Germania ha "sfruttato" l'euro sulle spalle dell'Italia

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Olli Rehn (Infophoto)  Olli Rehn (Infophoto)

Il surplus di partite correnti della Germania riguarda una mancanza fondamentale di reciprocità e di vantaggi che hanno avuto i paesi all’entrata dell’euro. I tedeschi hanno avuto benefici immensi, eppure Berlino non ha mai regalato un centesimo al Sud Europa. Mentre gli italiani hanno salvato la Grecia dal fallimento con i loro risparmi, la Germania lo ha fatto con i prestiti stranieri. Il debito pubblico estero tedesco negli ultimi anni è aumentato di 400 miliardi, mentre quello italiano è diminuito di 100 miliardi. È ora di porre il problema degli svantaggi comparati legati alla presenza dell’Italia nell’euro. L’Italia ha avuto grandissimi costi, mentre la Germania ne ha beneficiato enormemente in termini di cambio.

 

Che cosa ne pensa della decisione Ue di avviare un’indagine nei confronti dell’Italia?

All’Italia sono contestate la perdita di quote di mercato nell’export mondiale e l’elevato debito pubblico. L’Ue mette però sullo stesso piano tutti i paesi che perdono quote di mercato, senza distinguere tra quelli che sono in surplus e quelli che sono in deficit. L’Italia ha perso più quote di mercato di altri, ma è in surplus per quanto riguarda la bilancia commerciale, che ormai è arrivato a 100 miliardi di euro a luglio di quest’anno sui 12 mesi correnti. Dire che l’Italia sia un Paese poco competitivo non tiene quindi conto della realtà. All’origine c’è infatti la scelta degli uffici studi dell’Ue di usare dei parametri oggi superati e che non descrivono quindi in modo abbastanza esatto la realtà commerciale del nostro Paese.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
14/11/2013 - a questa Germania che cosa gli potrebbero fare? (Claudio Baleani)

Che cosa potrebbero fargli a questa Germania che produce, non consuma la roba europea, ma quella cinese ad un decimo del costo? Possiamo noi mettere barriere doganali contro la Cina e i paesi a basso costo della manodopera? No. Possiamo costringere i tedeschi a comprare le FIAT? No. Possiamo costringere l'Italia ad essere più competitiva per decreto? No. E allora Olli Rehn, il calciatore finlandese, che cosa ci sta a fare? L'unica cosa che si può fare l'ha fatta la BCE sulle banche. Staremo a vedere se funziona. Per adesso possiamo solo dire che abbiamo imparato la lezione: si entra in società con altri quando si è forti e si va a comandare, altrimenti è meglio stare lontani dai vasi di ferro quando si è vasi di coccio. Ma noi possiamo diventare vasi di ferro? Certo. Riforma costituzionale con centri decisionali certi e concentrati e taglio alla spesa pubblica di almeno 100 miliardi 'anno. E sennò? Sennò vivremo un declino inesorabile con i nostri giovani migliori che scappano lasciando i ciucci a casa.