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SPILLO-FLASH/ Il peto di Alierta all’Italia neo-sovietica

Il Presidente di Telefonica ha rilasciato un'intervista a Il Sole 24 Ore. GIANNI CREDIT commenta alcune dichiarazioni del manager del gruppo spagnolo che ora controlla Telecom Italia

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Il vostro notista si sbaglierà ma la headline dell’intervista di Cesar Alierta a Il Sole 24 Ore è la madre di tutti i peti a un’Italia neo-sovietica, cioè vetero-pidiessina: quella che attraverso l’agit-prop Massimo Mucchetti vorrebbe cambiare in corsa la legge sull’Opa per fermare Telefonica in Telecom (“Ma noi non saliremo oltre il 15%”, gorgheggia Alierta, “se proprio non ci volete…”). Ma il presidente di Telefonica manda un saluto condiscendente - però sempre rigorosamente “a labbra unite” - a tutte le auto della Guardia di finanza fatte uscire ieri mattina dalle magistrature di mezza Italia per “indagare” a tamburo battente sul riassetto Telecom-Telefonica: come in un Tg in bianco e nero degli anni ‘60 e ‘70.

Bei tempi: la Telecom si chiamava Sip ed era statale e tanti giovani sessantenni di oggi - tutti dipendenti statali nei palazzi di giustizia o ben pagati parlamentari del Pd - militavano nella Fgci o anche più a sinistra. E si credevano già allora infinitamente migliori della Spagna franchista. Che nel frattempo è diventata una democrazia europea. Noi che l’Unione europea l’abbiamo fondata, ancora no. 

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