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ALITALIA/ La "spinta" di Emirates e Turkish per l’arrivo di Etihad

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Air France non può più intervenire per diversi motivi: in primis perché nella situazione finanziaria in cui si trova non può permettersi di effettuare gli investimenti necessari a breve/medio termine nell’ex AZ, e poi perché l’unico modo in cui la partita potrebbe interessargli sarebbe quello del regalo (natalizio?), svuotando di contenuti il vettore italiano e indirizzando il traffico verso i suoi velivoli e la sua rete. C’è inoltre da considerare una cosa non di poco conto dato che chi scrive, insieme ad altri che in Alitalia ci hanno passato anni, ha bene in mente il discorso che metteva l’ex compagnia di bandiera sul piatto destinazione Parigi in cambio del contributo Francese alla TAV: poco tempo fa, per affrontare la crisi sempre più rilevante nel Paese transalpino, il Governo ha deciso di non mettere un euro nel progetto TAV perché non lo considera di importanza nazionale e nemmeno funzionale ai suoi interessi. Cosa non di poco conto nell’attuale vicenda. Allora i casi sono due: o i “patrioti” mettono mano al portafogli e sganciano i 3 miliardi necessari o altrimenti ci deve pensare qualcun altro.

Non potrà essere lo Stato, in primis perché la situazione finanziaria generale non è delle più rosee e poi perché c’è sempre la Ue a fare la guardia. Al massimo, dopo l’intervento effettuato dalle Poste, dovrà dedicarsi a mettere un po’ d’ordine a livello legislativo, regolando una volta per tutte il settore dell’aviazione commerciale perché l’attuale anarchia in cui versa deve essere cancellata, facendo interventi sull’operato degli enti preposti come l’Enac, regolando gli aeroporti attraverso la nomina di una Authority e mettendoci la sua volontà per trovare marito a una pretendente senza una lira, ma dotata di un certo appeal.

Che è poi quello della posizione del nostro Paese, al centro del bacino Mediterraneo e porta d’entrata all’Europa del Nord, quella dove c’è più ricchezza. Poi c’è l’appeal turistico dell’Italia, universalmente riconosciuto e che costituisce un’industria primaria, quindi i flussi di una emigrazione ai quattro angoli della Terra (fattore facilmente recuperabile) e, in ultimo, il traffico di passeggeri che ha nell’Italia un bacino di primaria importanza che in molti casi costituisce la seconda fonte di traffico per molti vettori europei. Chi arriverà dovrà investire soprattutto nella flotta, che deve puntare fortemente sul lungo raggio e introdurre quindi opzioni su velivoli che però dovranno essere utilizzabili almeno nel medio termine, per incrementare al massimo la capacità di fare ricavi.

L’attuale piano, che rischia di diventare uno stand-alone, sa di film già parzialmente visto nel 2008 e difatti si punta su tagli degli stipendi, cancellazione di linee e messa a terra di aerei (forse per cercare di risolvere la questione non proprio chiara inerente agli onerosi leasing operati in questi anni), ma dovrà essere un fase di breve durata perché, come ripeto, gli ingenti investimenti sono urgenti e non rimandabili.


COMMENTI
22/11/2013 - Finirà così (Antonio Ferri)

Il vero patrimonio di una compagnia aerea è il bacino passeggeri su cui contare, il resto si compra è solo una questione di prezzo (vedi compagnie del golfo ad esempio), questo AF lo sa bene e per questo non mollerà AZ inquanto detentrice di un pacchetto clienti di poco più di 20milioni di passeggeri su circa 150 movimentati in Italia (non molti in verità). AF rileverà AZ per pochi soldi (la questione ristrutturazione del debito ha facili soluzioni) ma pretenderà ed otterrà dal governo italiano un bel pacchetto di concessioni finalizzato a costituire anche in Italia un mercato protetto sul tipo di quello francese in cui AF si trova molto bene e senza il quale sarebbe già saltata in aria da tempo. I capisaldi di queste concesssioni secondo me sono; piano nazionale aeroporti approvato da Parigi, revoca e mai più concessioni di quinte libertà su aeroporti italiani, compagnie lowcost relegate in aeroporti molto periferici e scomodi in modo da convogliare i viaggiatori su aeroporti e vettori di gradimento AF. Si tratta insomma di costruire una bella gabbia attorno ai viaggiatori italiani in modo che non abbiano alternative convenienti, a ben vedere è la situazione francese. Acetto scommesse che finirà così alla faccia delle liberalizzazioni e degli interessi dei viaggiatori.