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RENZI-PENSIERO/ Gutgeld (economista): a Letta faremo cambiare la riforma del lavoro

Pubblicazione:sabato 2 novembre 2013

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Un commissario straordinario, al limite può facilitare il compito. Tuttavia, dovranno essere gli alti funzionari dei singoli ministeri a tagliare i costi. Da questo punto di vita, è indubbio che dei meccanismi premiali potrebbero rendere più semplice l’operazione. Tuttavia, la responsabilità di promuovere l’iniziativa e di indicare gli obiettivi dovrà essere in capo al presidente del Consiglio. Come in tutti gli altri Paesi avanzati del mondo.

 

Renzi, se diventa premier, assumerà questa prospettiva?

Per quello che lo conosco, direi proprio di sì. Si tratta di un visione in linea con il suo carattere e le sue idee. Come quella di utilizzare parte dei 70 miliardi di sussidi alle imprese (che andrebbero completamente riallocati, considerando la loro palese inefficacia), costituendo un fondo di garanzia per lo sblocco del credito alle piccole e medie imprese. Basti pensare che un fondo da 10 miliardi sbloccherebbe circa 100 miliardi di risorse.

 

Dica la verità, di tutto ciò che ci ha detto, in che misura è condiviso da Renzi?

Tutto quello che le ho detto, è quanto è contenuto nel primo programma di Renzi e, in parte, ciò che Renzi ha detto all’ultima Leopolda.

 

Se Renzi diventa, invece, segretario del Pd, su cosa puntellerete il governo?

Credo che la priorità consista nel modificare la legge sul lavoro. E non mi riferisco tanto alla legge Fornero, quanto ad una legislazione mastodontica, frutto di 40 anni di accumulo di codici e normative che ha reso pressoché impossibile districarsi nella materia a qualsiasi giudice o avvocato. Al contempo, credo che andrebbe rispolverata l’idea di assicurare un contratto a tempo indeterminato che assicuri maggiori sicurezze con il passare del tempo e che non renda necessario il ricorso ad un giudice in caso di licenziamento.  

 

(Paolo Nessi)



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