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PRIVATIZZAZIONI/ Forte: che errore liberarsi di imprese strategiche per due soldi

Pubblicazione:venerdì 22 novembre 2013

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

Le privatizzazioni del governo Letta non modificano la struttura della nostra economia, che ha un settore pubblico dirigista in molti campi nei quali o non c’è efficienza adeguata o non c’è abbastanza concorrenza da parte del capitale internazionale. È un’operazione positiva, ma marginale. Poiché l’ideologia del Pd impedisce al governo Letta di incidere sulla struttura, si attuano delle misure che tutto sommato sono compatibili anche con quell’impostazione, ma ciò non è sufficiente per attrarre capitali internazionali.

 

Queste misure basteranno a convincere la Commissione Ue a liberare la possibilità di attuare investimenti aggiuntivi?

La Commissione Ue ha affermato che, siccome l’Italia ha un debito elevato, tutte le risorse a disposizione devono essere destinate alla riduzione del debito e non agli investimenti. Temo quindi che in questo caso Bruxelles dirà ancora di no. Non credo però che sia questo il vero scopo del governo Letta nell’attuare le privatizzazioni.

 

Invece di vendere, ritiene possibile individuare dei fondi nei quali mettere in garanzia le società pubbliche?

Ci sono molte società pubbliche che potrebbero essere privatizzate, a partire dalle Ferrovie, da Poste Italiane e da Anas. Si tratta di colossi che potrebbero essere messi sul mercato come società per azioni, facendo affluire anche il capitale internazionale. Ciò modificherebbe strutturalmente l’assetto della nostra economia con delle imprese dinamiche come le ferrovie e le poste tedesche.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
22/11/2013 - Privatizzare la Rai no? (Carlo Cerofolini)

Perché non privatizzare anche la Rai, visto che anche un disatteso - "ovviamente" - referendum di qualche decennio fa lo prevedeva?

 
22/11/2013 - commento (francesco taddei)

letta, prodi, amato: tutti uguali. meglio servire il potente straniero che il popolo italiano.