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PRIVATIZZAZIONI/ Pomicino: la scelta di Letta salva l'italianità

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Enrico Letta  Enrico Letta

No, 12 miliardi si limitano a liberare una parte della spesa d’interessi peraltro molto modesta. Occorrerebbe vendere anche le aziende municipalizzate, le quali non sono strategiche per il Paese. Seguendo la logica del governo, possono essere tranquillamente collocate sul mercato o addirittura vendute. La gestione dei servizi può rientrare nell’ambito della vocazione dell’imprenditoria italiana per le piccole e medie imprese. Mentre il nostro Paese ha scarsa vocazione per le grandi imprese con la capacità di fare investimenti significativi. Il titolo V della Costituzione prevede che la potestà sugli enti locali sia delle Regioni.

 

Letta per venderle può passare sopra la testa dei governatori?

Non c’è nessun bisogno di passare sopra le teste delle Regioni, deve essere attuata un’offensiva di persuasione. Sbaglio o la maggior parte delle Regioni sono in mano a Pd e Pdl? I due principali partiti al governo hanno quindi il potere di vendere parte delle aziende locali, o addirittura aziende statali come Poste Italiane. Per farlo basta che i vertici dei partiti ordinino ai rispettivi consiglieri regionali di attivarsi su questo fronte.

 

Lei ritiene che sia così semplice?

Bisogna incominciare a recuperare il valore del partito che è scomparso. Non è possibile immaginare che ogni presidente di regione o ogni sindaco sia un partito a sé. Se Pd e Pdl sono partiti come Dio comanda devono seguire le stesse linee politiche che si scelgono a livello nazionale.

 

(Pietro Vernizzi)



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