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PRIVATIZZAZIONI/ Perché non "svendiamo" l'euro?

Pubblicazione:lunedì 25 novembre 2013

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Nel frattempo, la realtà economica e sociale del Paese, stanca di aspettare una politica che (finora) non ha capito nulla, si sta muovendo per cambiare davvero tutto. Nel finesettimana a Roma si è svolto il “Forum Economia” con la partecipazione di importanti economisti. L’incontro è stata l’occasione per incontrare anche numerosi responsabili di varie associazioni e movimenti, che sempre più decisamente consolidano un fondamento comune da cui partire e ampliano il consenso ad altre associazioni. E qual è il fondamento comune? In sostanza, il recupero della sovranità monetaria e il ritorno a una moneta nazionale.

Ma non è solo questo. Dall’8 dicembre in poi, l’Italia intera correrà il rischio di essere logisticamente ferma o quasi, poiché un numero sempre crescente di movimenti aderisce all’iniziativa di andare in strada e manifestare per chiedere un cambiamento radicale, in modo da difendere finalmente l’economia reale. Si tratta di tante associazioni di produttori agricoli, stavolta uniti con trasportatori, categorie che in questi anni di crisi durissima hanno sofferto più di altre. Insieme a questi vi saranno anche i “forconi” siciliani, già protagonisti di una protesta che lo scorso anno ha sicuramente sorpreso per la durata e il favore popolare.

L’autunno è ormai inoltrato, e rischia di riscaldarsi davvero. C’è di che ben sperare, perché si sta muovendo un popolo.



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COMMENTI
25/11/2013 - Il popolo (Diego Perna)

Il popolo che si muove é quello di chi non ce la fa piú, piccoli imprenditori, artigiani ecc. ma sono ancora un numero esiguo se guardiamo anche a dipendenti statali, classe dirigente, e altri che da questa crisi ne hanno tratto vantaggi, diversi da stipendiati a 1500 euro. Quindi, come spesso anche l' Europa sottolinea, noi italiani abbiamo ancora proprietá immobiliari e non ,che possono finanziare, come Lei ben dice, banche e mercati. In mezzo a questi, benestanti, sono peró considerati anche i proprietari della casa in cui vivono o anche lavorano, pensi a un artigiano o commerciante che in tanti anni di sacrifici ha costruito un capannone, laboratorio, negozio e giá adesso non puó piú far fronte a Imu tare tarsu irap ecc. ecc. Siamo tutti nello stesso calderone, ricchi e poveri, ma ai ricchi, si sa mille euro sono come un attimo, invece per un povero sono un mese di lavoro. Chiusa parentesi. Per quanto riguarda ai cambiamenti che Lei auspica, euro e altro, basta guardare alla Grecia, li va sempre peggio, il popolo, almeno nei media é come non esistesse, tranne a sentirne e parlare quando l' Europa ha interesse a farlo. La mia speranza é invece che non sia solo il ns popolo a svegliarsi, ma anche Francia Portogallo, Spagna, cosí da essere un fronte ampio nei confronti di Germania e Bce, che é quasi lo stesso, ma ci vuole un altro poco, perché come dicevo ancora molti vivono discretamente bene, e interesse di tutti i governi é tutelare queste classi, non chi fallisce.