BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

EVANGELII GAUDIUM/ Francesco condanna il "vitello d'oro" del nostro tempo

Infophoto Infophoto

Secondo il Pontefice, tale adorazione è la versione moderna dell’adorazione del vitello d’oro. Corollario di tali circostanze, sono "una corruzione ramificata e un’evasione fiscale egoista, che hanno assunto in tutto il mondo una dimensione estrema". Per chi vive in questa maniera, i principi etici, evidentemente, rappresentano una minaccia al proprio potere. L’etica, che ultimamente non può che rimandare a principi assoluti e, quindi, a Dio, viene estromessa dalle categorie del mercato che, a sua volta, assieme al denaro, si sostituisce a Dio.

Un’etica non ideologizzata potrebbe, invece, consentire la costruzione di un equilibrio e di un ordine sociale più umano. Se ciò non accade, dobbiamo tenere a mente che "non condividere i propri beni con i poveri, significa derubarli e privarli della vita", come ha ricordato il Pontefice citando San Giovanni Crisostomo. In definitiva, per scongiurare il peggio, ovvero il deflagrare della violenza, occorre una rivoluzione immediata del nostro modo di concepire l’economia stessa, una riforma finanziaria che ripristini la funzione originaria del denaro, ovvero di strumento al servizio degli altri, e non di arma per gestire il potere. 

© Riproduzione Riservata.