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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco i numeri che "risollevano" l'Italia (alla faccia della Germania)

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Quello relativo al debito aggregato, che tiene conto anche del debito delle famiglie e delle imprese e non soltanto di quello dello Stato. Anche perché il Pil è correlato al patrimonio privato di una nazione, e non al debito pubblico.

 

Qual è di solito la relazione tra Pil e patrimonio privato?

In Germania il patrimonio privato è il 125% del Pil e in Francia il 135%, ma in altri casi il rapporto è molto più alto. In Belgio supera il 200% e in Italia è al 180%. Non si può quindi paragonare il debito pubblico dell’Italia con quello della Germania, e concludere che solo perché il Pil di Berlino è più alto del nostro i loro 2mila miliardi di debiti contano meno dei nostri.

 

Fatto sta che il Pil è un indicatore importante dello stato di salute di un Paese…

Nessun governo nella storia posto alle strette ha mai potuto utilizzare il Pil per fare fronte al debito pubblico. In questi casi si interviene infatti con una tassazione straordinaria, che non colpisce redditi e consumi bensì i patrimoni. È ciò che si pretende dall’Italia proprio per abbattere il rapporto debito/Pil. Poiché però il patrimonio finanziario di imprese e famiglie italiane è del 180% del Pil, non c’è nessun bisogno di attuare un abbattimento del debito sulla base del presupposto che il rapporto debito/Pil sarebbe troppo elevato.

 

Quanto è in Italia il rapporto tra debito e ricchezza finanziaria netta?

Nel 2012 in Italia il rapporto tra debito e ricchezza finanziaria netta era pari al 71%, ed è sceso del 2% rispetto al 73% del 2011. Utilizzando questo indicatore la nostra performance migliora, anche se tra il 2011 e il 2013 il nostro rapporto debito/Pil è invece aumentato di diversi punti percentuali.

 

I tedeschi hanno torto a essere stanchi di pagare per i paesi eurodeboli?

Ciò che non si ricorda mai è che anche sul debito pubblico italiano gravano 51 miliardi di aiuti ai paesi in difficoltà come Grecia, Irlanda e Portogallo. Se l’Italia ha potuto garantire questi aiuti, il motivo è che siamo uno dei paesi più ricchi d’Europa in termini di patrimoni privati. Dalla riunificazione allo scoppio della crisi dei debiti sovrani europei, la Germania ha sempre avuto un rapporto tra debito pubblico e ricchezza finanziaria netta più alto di quello dell’Italia.

 

Quindi?

L’Italia sta quindi subendo sia per l’utilizzo di parametri statistici fuorvianti da parte degli organismi europei, sia per l’incapacità delle nostre istituzioni, quali governo, Banca d’Italia e Confindustria, di spiegare all’Ue che non ha senso penalizzare l’Italia solo sulla base del dato relativo al rapporto debito/Pil.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
27/11/2013 - debito privato e debito pubblico (antonio petrina)

E' scientificamente dimostrato da economisti classici e non (Paolo S. Labini, Vaciago, Einaudi e tutti gli economisti italiani di fine ottocento ) che la formula del trattato UE sul debito pubblico vada integrata col debito delle famiglie. La formula Y/D che riassume e misura il rapporto di correlazione tra debito e sviluppo è presupposta nell'art.104 C del trattato di Maastricht ( cui tanta competenza diede la squadra italiana da Carli a Padoa Schioppa , Draghi: cfr . Carli,Cinquant'anni di vita italiana,La terza 1996) per la semplice ragione che "..il peso del debito pubblico scema col crescere della pubblica ricchezza" (Einaudi, Fantasmi illusioni ed eleganze dei debiti pubblici in Miti e paradossi della giustizia tributaria,1938,p.139,nota 1).

 
26/11/2013 - i conti fatti male (Claudio Baleani)

Il ragionamento sarebbe che sommando i debiti privati e pubblici e sommando anche i risparmi privati gli italiani starebbero benino e comunque non male come si pensa. Dato che ci siamo messi seduti a fare i conti, allora facciamoli per bene. Il nostro sistema pensionistico fa acqua e non paga o comunque non pagherà a sufficienza. Gli italiani dovranno attingere ai loro risparmi (anche per far fronte ad un aumento reale del costo della vita sempre più pesante). E' per questo che erano così propensi a mettere via. Per una vecchiaia, come ho sentito dire da sempre. C'è anche un'altra questioncella. Nel calcolo dei risparmi ci mettiamo anche il mattone, nostro punto di forza. Ma il mattone, per effetto della crisi e della denatalità, in Italia avrà sempre meno valore. In sostanza voglio dire che non stiamo bene, ma male. E gli europei, i tedeschi, come stanno? Secondo me male pure loro, ma per accorgersene hanno più tempo di quello che resta a noi.

 
26/11/2013 - orgoglio nazionale (Diego Perna)

É vero, lo dicono tutti, abbiamo un bel patrimonio. Si tratta solo di sapere in quali mani si trova, e se é ben distribuito, Poi si tratta di capire in che percentuale é mobiliare o immobiliare. O anche se finanziario, o in depositi bancari in denaro. Altrimenti dire che siamo ricchi é scorretto. Se ad esempio io possiedo la casa dove vivo, magari il capannone o il terreno dove lavoro, e magari una casa al mare costruita ma anche ereditata, non si puó dire che sia povero, ma se il capannone dove lavoravano stabilmente 15 persone ora ne vede solo tre, il fatturato é calato del 80%, ma le tasse aumentano, e non scenderanno per un semplice motivo, chi chiude non paga più, ma il gettito deve rimanere uguale, io la vedo brutta. Quindi, anche se capisco l' orgoglio, non condivido il senso di quanto Lei scrive, tranne a pensare che serve a giustificare prelievi ulteriori sui patrimoni immobiliari che sono ormai solo un costo, non so se si é accorto di quanti vendersi o affittasi ci sono in giro, sia negozi che abitazioni o capannoni ecc. Io sono sempre convinto che un albero si riconosca dai frutti, euro Europa e politica non credo siano dei buoni alberi, bisogna prenderne atto e dirlo ovunque, in modo da decidere finalmente un cambiamento e dare speranza a chi non ne ha più. Ma se continuiamo a giustificare e addolcire tutto, non ce né usciremo mai più . Buona giornata