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FINANZA/ La Grecia brinda, ma la Cina si "mangia" Atene

Pubblicazione:mercoledì 27 novembre 2013

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Mi torna in mente cosa dichiarò in un’intervista lo scorso 12 novembre il professor Christian Marazzi della Scuola Universitaria della Svizzera Italiana: «Si pensi che la Commerzbank è esposta per un quarto su attivi legati allo shipping, e questo in un periodo in cui il commercio mondiale è in netta diminuzione e tutto il settore della logistica sta attraversando una vera e propria crisi da sovrapproduzione. Per questo i tedeschi vorrebbero una supervisione dei bilanci condotta dalle autorità monetarie di ciascun Paese, appunto per gestire a modo loro questa crisi bancaria finora sempre mascherata». D’altronde, quando da poche ore possiamo gioire per un accordo-lampo tra Usa e Iran, che ha fatto imbestialire Israele, ma che ha garantito ancora una speranza a chi aveva giocato troppo con i futures petroliferi, come non affidarsi alle massima di Giulio Andreotti e lasciarsi andare un po’ al pensar male?

D’altronde, è proprio di ieri la notizia che in base a Moody’s l’attività dry cargo dovrà patire ancora per circa 12-15 mesi. Ma non importa, l’importante è che lo shipping - ovvero la scommessa di chi credeva a una ripresa sostenuta e sta per farsi molto male - torni a tirare: sia esso attraverso accordi come quello greco oppure su pressione sul mercato petrolifero come quella derivanti dallo storico accordo Washington-Teheran. Insomma, gioite, le Grecia riparte dagli occhi a mandorla. Io però oltre a leggere le notizie ufficiali, a volte leggo anche altro.

Già, perché per capire economia e finanza non serve sempre leggere siti ad hoc, a volte è più educativo per capire lo stato di salute di un Paese, leggere l’ultimo report dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Ecco cosa scopriamo leggendo il capitolo dedicato alla Grecia. I suicidi sono saliti del 17% dal 2007 al 2009 e del 25% nel 2010, mentre il ministero della Sanità parla di un aumento del 40% dei suicidi nella prima metà del 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Sono inoltre aumentati i tentativi di suicidio, raddoppiati i numeri relativi a omicidi e rapine-furti, ma soprattutto un dato ci spiega quanto la Grecia sia fuori dalla crisi grazie alla troika: è aumentato significativamente il numero di dipendenti da eroina e di persone con Hiv, oltre la metà delle quali si sono ammalate volontariamente per poter ricevere i benefit da 700 euro al mese e un’ammissione più rapida a programmi sanitari di cura per la disintossicazione.

Già perché l’accesso alle cure del sistema sanitario nazionale è crollato, il budget per gli ospedali tagliato del 40% e 26mila addetti nel sistema (di cui 9100 dottori) perderanno il loro lavoro nei prossimi mesi per le richieste della troika. Condannarsi a morte, devastare senza rimedio il proprio sistema immunitario contraendo volontariamente l’Hiv da una siringa infetta per vedersi garantito ciò che è un diritto in tutte le nazioni civili, ovvero la sanità, scusate ma da solo farebbe meritare una denuncia per crimini contro l’umanità a chi ha ridotto così quella che è stata la culla della civiltà. Ora divenuta patria della svendita ai cinesi e dell’Hiv autoprocurato. In compenso, abbiamo l’euro. Gran bella soddisfazione e gran bella consolazione. 



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