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SPY FINANZA/ Quel numero che "annuncia" un crollo dei mercati

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E ora? A che punto siamo? Siamo quasi a quota 415 miliardi di dollari, non si è mai visto - prendendo in esame il Nyse Composite - un mercato così tanto soggetto alla leva dal febbraio 2000, picco assoluto. Ma a spaventare ancora di più sono tre dati. Primo, il crollo al minimo del denaro investito libero da vincoli, ovvero non preso in prestito da istituzioni finanziarie: come dire, se devo investire di mio non ci penso nemmeno a mettere un dollaro in questo casinò, ma se sono soldi della banche, stracariche di liquidità della Fed, allora sì. Tanto il sistema è “too big to fail”, in qualche modo si farà, qualcuno ci penserà. Secondo, una situazione simile nel 2007 portò Deutsche Bank a pubblicare un report da “allerta rossa”, poi confermato dai fatti, riguardo i rischi sistemici di un mercato così esposto alla leva.

Il terzo motivo? Ve lo dico dopo, per ora posso affermare senza timori di essere smentito che siamo seduti su una bomba a orologeria creata dalla Fed, dalle sue politiche e dall’eccesso di liquidità. Il margin debt, infatti, ha sì un effetto moltiplicatore nel far salire le quotazioni dei titoli ma funziona anche da dinamo quando e se dovesse scattare una margin call che faccia sparire quel denaro prestato per acquistare titoli su titoli. Se infatti per coprire la posizione si è costretti a vendere azioni in un mercato che cala, non si fa altro che accelerare la velocità e ampliare il volume del calo, tramutandolo magari in un crollo. Ora la domanda da porsi, un’altra volta a un mese di distanza, è: ottobre ha rappresentato un picco, dopo quello di settembre? Non è domanda da poco perché nel 2000 il picco del “margin debt” anticipò di sei mesi la correzione dello S&P 500, mentre nel 2007 di quattro mesi. In un caso avremmo ancora quattro mesi di tempo, nell’altro due. E ancora, se correzione sarà, visto il picco di margin debt e l’eccesso di liquidità ai massimi storici, dobbiamo aspettarci qualcosa più del -19,39% registrato tra il 29 aprile e 3 ottobre del 2011?

Ed ecco il terzo motivo per cui essere preoccupati: il “margin debt” così alto, in picchi simili, si è registrato solo due volte, nel 2000 e nel 2007. E non è mai riuscito a sostenere quel livello per più di due mesi. Attenzione, comincia a ticchettare il timer. 

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