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FINANZA/ Così le banche sono diventate “sanguisughe” per gli italiani

Pubblicazione:domenica 3 novembre 2013

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Come tutti sappiamo, in Italia non esiste più nemmeno l’ombra del segreto bancario. In qualsiasi momento della giornata, un qualsiasi impiegato del ministero delle Finanze, «Sezione di Intelligence» (non sto scherzando, si chiama proprio così!), smanettando sul suo computer, può venire a sapere tutto di tutti: quanti risparmi hai accumulato sul tuo conto, quanti assegni hai emesso e per quali importi, quanti ne hai versati e per quale ammontare. Ma questo sarebbe ancora il meno. Infatti, se una persona è onesta, se è per bene, se paga le tasse, se non ruba, se non lavora «in nero», ebbene allora non ha nulla da nascondere. Dunque, chissenefrega se sanno quanto guadagni? Tanto, paghi le tasse (anche per mantenere i guardoni di Stato) fino all’ultimo centesimo.

La vergogna, lo scandalo sono rappresentati dalla mostruosa esosità del sistema bancario. Da vera e propria legge del taglione. Il sistema bancario, oltre ad avere sempre agevolato le truffe (basterebbe ricordare la vergognosa vicenda dei bond argentini. In Spagna, nessun risparmiatore acquistò mai un bond argentino. Eppure parlavano la stessa lingua. In Italia, invece le vendite dilagarono alla grande, coinvolgendo la bellezza di 450 mila risparmiatori, mentre - guarda caso - nei fondi obbligazionari emessi dalle banche non vi fu mai un solo bond argentino. Insomma, le banche si guardarono bene dall’acquistare in proprio quella roba, ma la vendettero a piene mani ai propri clienti), continua ad aumentare i propri costi, in un vero e proprio regime di “cartello”, al quale nessuno è stato fino a oggi capace di porre un freno. Nessuno infatti ha finora dichiarato guerra a questo bubbone che prima o poi non potrà non esplodere. Il cittadino italiano è letteralmente avvolto in una sorta di ipertrofia bancaria della quale non riesce più a liberarsi.

Tutto ormai passa attraverso gli sportelli bancari: pagamento utenze (gas, luce, acqua), spese d’amministrazione della casa dove si abita, riscossione di stipendi e pensioni, adempimento degli obblighi fiscali, acquisto di azioni e fondi, bonifici di somme a qualunque titolo. In cambio di questi servizi, non liberamente richiesti, ma resi obbligatori dai vari governi succedutisi alla guida del Paese, le banche trattengono per sé ingentissime somme, a titolo, appunto, di “commissioni”: le somme - tra l’altro in continuo e incontrollato aumento - che hanno consentito loro di espandersi al di là di ogni possibile immaginazione, al punto che ogni giorno, in ogni strada d’Italia, s’apre una filiale o agenzia bancaria. Senza peraltro offrire un solo posto di lavoro ai giovani perché ormai trionfa il web-banking.


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