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LETTA-BIS/ L'agenda del Governo è "in pugno" a Renzi e Berlusconi

Per GUIDO GENTILI, se dovesse vincere le primarie dell’8 dicembre, Matteo Renzi potrà dettare al governo la sua linea in tema di politiche del lavoro avanzando proposte innovative

Enrico Letta e Angelino Alfano (Infophoto) Enrico Letta e Angelino Alfano (Infophoto)

«Se dovesse vincere le primarie dell’8 dicembre, Matteo Renzi potrà dettare al governo la sua linea in tema di politiche del lavoro, scombinando le carte e avanzando proposte fortemente innovative». Lo afferma Guido Gentili, editorialista ed ex direttore de Il Sole 24 Ore, secondo cui «sul piano fiscale, invece, la politica del governo difficilmente cambierà in modo incisivo dopo l’uscita di Forza Italia dalla maggioranza. Alfano ha fatto capire che non accetterà un inasprimento delle tasse, perché a quel punto verrebbe a trovarsi sotto schiaffo da parte dei berlusconiani».

L’uscita di Forza Italia dalla maggioranza cambierà la posizione del governo riguardo l’Imu?

Quella per la definizione della seconda rata dell’Imu è una partita ancora in corso, come testimonia anche il braccio di ferro tra Governo e i sindaci. L’impegno politico secco dell’abolizione dell’Imu sulla prima casa, sul quale era nato l’esecutivo delle larghe intese, nasceva su richiesta dell’allora Pdl ma era stato riconfermato da Alfano. Nel frattempo il 16 gennaio le persone che abitano nei Comuni che a suo tempo avevano alzato le aliquote potrebbero trovarsi a pagare l’Imu. A ciò si aggiunge la questione relativa alla nuova Iuc, con una rilevanza dal forte impatto politico.

Quali saranno le conseguenze del cambiamento della maggioranza?

Letta si è detto sicuro che adesso il governo potrà marciare più speditamente. Dall’osservatorio di Palazzo Chigi la realtà è questa, anche se c’è un duplice problema che andrà valutato. Il primo è l’incognita di quanto accadrà dopo le Primarie del Pd dell’8 dicembre. Il secondo è la concorrenza tra Forza Italia e Nuovo Centro Destra, rispetto a cui qualsiasi provvedimento che preveda un incremento della tassazione scatenerà un coro di critiche dei berlusconiani nei confronti di Alfano.

La nuova maggioranza consentirà al governo di attuare riforme più incisive?

Mi sembra prematuro dirlo, in quanto la situazione non è ancora così chiara. Viste anche le difficoltà sulla legge elettorale al Senato, mi sembra difficile immaginare delle grandi riforme costituzionali. Il fatto che Forza Italia sia passata all’opposizione fa venire meno anche in termini numerici la possibilità di modificare la Carta fondamentale.

Il reddito minimo garantito potrà entrare nel programma di governo come in Germania?