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ISTAT/ Pil in crescita solo nel 2014. Saccomanni: non è così, la ripresa arriverà prima

Pil italiano in calo dell’1,8% nel 2013 ma in ripresa dello 0,7% durante il prossimo anno. E’ quanto emerge dai dati Istat contenuti nella nota sulle prospettive dell'economia italiana

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Il Tesoro non è d'accordo con le previsioni rese note oggi dall'Istat sul Pil italiano. Lo ha chiarito il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni da Londra, spiegando che la differenza di stime "è essenzialmente dovuta al processo di riforme strutturali che abbiamo intrapreso e alle misure per il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione che sta procedendo molto bene. Non so in che misura l'Istat tenga conto anche di questi fattori". Quello dei dati relativi alla crescita, ha aggiunto il ministro, "è un tema sul quale evidentemente abbiamo opinioni leggermente diverse". Ha commentato i numeri dell'Istat anche il ministro del Lavoro Enrico Giovanni, secondo cui tali previsioni "confermano per il 2013 un trend molto negativo, e indicano per il 2014 una crescita dello 0,7%, anche se si indica chiaramente che, nel caso in cui la fiducia crescesse, si arriverebbe intorno all'1 per cento, se la ripresa economica dovesse continuare".

Pil italiano in calo dell’1,8% nel 2013, ma in ripresa dello 0,7% durante il prossimo anno. E’ quanto emerge dai dati Istat contenuti nella nota sulle prospettive dell'economia italiana, non proprio in linea con quanto previsto dal governo nel Def (-1,7% per il 2013 e +1% per il 2014). Nel 2013, fa sapere l’istituto nazionale di statistica, il prodotto beneficerebbe del solo contributo positivo della domanda estera netta (+1,1 punti percentuali), mentre nel 2014 la crescita del Pil sarebbe sostenuta sia dalla domanda interna al netto delle scorte (+0,4 punti percentuali) sia dalla domanda estera netta (+0,2 punti percentuali). Anche la variazione delle scorte sosterrebbe la crescita seppur in misura contenuta (+0,1 punti percentuali). Nell'anno in corso, inoltre, la spesa delle famiglie segnerebbe una contrazione del 2,4%: “Nonostante il permanere delle difficoltà sul mercato del lavoro e la debolezza dei redditi nominali – si legge nel rapporto Istat - nel 2014 la spesa dei consumatori è prevista crescere moderatamente (+0,2%)”. A calare sono invece gli investimenti fissi lordi, in flessione nel 2013 del 5,5%, mentre nel 2014 le prospettive di una leggera ripresa del ciclo produttivo determinerebbero un recupero dei tassi di accumulazione che tornerebbero su valori positivi (+2,2%). Ulteriori brutte notizie provengono dal mondo del lavoro: l’Istat comunica che il tasso di disoccupazione, “in crescita sostenuta nella prima parte dell'anno”, raggiungerebbe quota 12,1% nel 2013. Nel 2014, “pur stabilizzandosi, proseguirebbe ad aumentare a causa del ritardo con il quale il mercato del lavoro segue le evoluzioni dell'economia (+12,4%)”.

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