BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

TASSE & POLEMICHE/ Giannino: casa e accise, il governo rischia la "figuraccia"

Nonostante le rassicurazioni del governo – afferma OSCAR GIANNINO -, nella legge di stabilità e in diversi provvedimenti paralleli, è contenuto un aggravio fiscale per famiglie e imprese

Infophoto Infophoto

C’è da sentirsi sollevati. Non ce ne siamo accorti, ma ci hanno diminuito le tasse. Il governo, in un nota, ha spiegato, infatti, che non solo le famiglie italiane sono «al riparo da significativi incrementi di imposta», ma che, addirittura, «sono oggetto di sgravi fiscali». E se nella legge di stabilità è presente un sensibile aumento impositivo, non ci dobbiamo preoccupare: esso proviene, prevalentemente, dalla banche. Abbiamo chiesto a Oscar Giannino, giornalista economico, come stiano realmente le cose.

 

Pagheremo meno tasse?

Non direi. Personalmente ho fatto gli stessi calcoli che sono apparsi, tra gli altri, su Il Sole 24 Ore. Ebbene, il saldo positivo tra entrate e uscite e la riduzione fiscale di cui parla il governo stanno in piedi esclusivamente assumendo un’interpretazione forzata delle norme presenti nella legge di stabilità; norme che, attualmente, contengono un livello di ambiguità tale da non consentire tale interpretazione.

 

Ci spieghi.

Se, per esempio, prendiamo in considerazione la nuova tassazione sugli immobili, stando a quanto c’è scritto nel testo varato, si può dedurre esclusivamente un aumento rispetto alla normativa precedente. L’unico dato espresso con chiarezza, inoltre, afferma che, complessivamente, ci sarà un aggravio fiscale di circa un milione di euro. Non è un caso che il governo, nella nota di ieri, ha ribadito che gli sgravi supereranno gli aumenti di tasse, senza però rispondere alle obiezioni di chi afferma che il prelievo sugli immobili potrebbe determinare il contrario.

 

Il governo afferma anche che la parte di aggravio dipende prevalentemente da interventi sugli intermediari finanziari.

Il governo si riferisce a operazioni quali l’aggravio dell’imposta di bollo sui conti correnti che proviene, come sostituto d’imposta, da intermediari finanziari; resta il fatto che a pagarla, sono i correntisti.

 

La Cgia di Mestre ha sottolineato che tassare le banche comporterà danni per tutti i cittadini.