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Economia e Finanza

FINANZA/ Italia, rischio commissariamento

Enrico Letta e Fabrizio Saccomanni (Infophoto)Enrico Letta e Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Sul piano microeconomico, invece, i tedeschi non hanno tutti i torti a proporre il loro modello. Prendiamo la contrattazione sindacale, condotta a livello aziendale, con un atteggiamento di collaborazione tra imprese e sindacati, soprattutto con la scelta di offrire la flessibilità dei salari e degli orari per salvare posti di lavoro. Quando la Volkswagen ha proposto di applicare il suo contratto anche nei propri stabilimenti americani, ha creato scandalo. L’automobile è l’industria più sindacalizzata negli Stati Uniti, ma il modello tedesco rappresenta una terza via tra quello giapponese e quello senza contratti collettivi in vigore nei nuovi stabilimenti del sud o in Messico. Per quel che riguarda l’Europa, l’organizzazione del mercato del lavoro, il sistema nordico (la flexicurity scandinava, la riforma Hartz tedesca) rappresenta un punto di riferimento valido anche nei paesi del sud.

Romano Prodi è tornato a chiedere un cambiamento di Maastricht. Giusto, ma davvero un vasto progetto. L’Unione europea non starà a sentire i nostri piagnistei; invece, non potrà non dare una risposta positiva a un valido programma riformatore. È in grado di presentarlo questo governo o bisognerà aspettarne un altro? E quando? Fra un anno? Ma il fatto è che non abbiamo un anno di tempo. Il debito italiano (duemila miliardi di euro, un quinto dei quali da rinnovare ogni anno) rischia di essere degradato (letteralmente) a spazzatura. E a quel punto, la Bce non potrà aiutarci indirettamente. Dovremo chiedere un salvataggio ufficiale, e saranno davvero lacrime e sangue.

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COMMENTI
05/11/2013 - commento (francesco taddei)

quello che si rischia è un peggioramento, ma sul fronte economico sono tre anni che siamo commissariati.