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PAGELLE UE/ Merkel e Berlusconi "garantiscono" la promozione dell'Italia

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Non direi. Berlusconi sta per uscire di scena e il Pdl non è più la forza di un tempo. L’Europa nutre la speranza che un capitolo stia per essere chiuso: mi riferisco a vent’anni in cui non è stata varata una sola riforma strutturale di cui il Paese aveva bisogno.

 

Come possiamo tornare a crescere?

Tanto per cominciare, è necessaria la fiducia dei mercati, in modo da poter per rifinanziare il Paese a tassi di interesse più bassi. In tal senso, di strada ne è stata fatta, ma ce n’è ancora tanta da fare. Detto questo, occorre realizzare una serie di importanti riforme, a partire dalla liberalizzazione dei servizi pubblici (trasporti, sanità) e privati (professioni) e del mercato del lavoro. Si consideri che si tratta di riforme che daranno i loro risultati in tempi medio-lunghi.

 

In ogni caso, cosa dovrà fare l’Italia per riuscire a stare entro i margini indicati?

Aumentare le tasse, evidentemente, non si può fare, perché inasprirebbe ulteriormente la stretta recessiva. Occorre, anzitutto, tagliare la spesa pubblica improduttiva. Prima o poi si renderà anche necessario allargare la base tributaria: non solo combattendo l’evasione fiscale vera e propria, ma anche semplificando e rendendo molto più trasparenti le leggi di natura fiscale. In Italia, in molti riescono a versare al fisco molto meno del dovuto perché dispongono di avvocati o commercialisti esperti che, leggendo tra le pieghe di una normativa elefantiaca e confusa, riescono a individuare scappatoie che, sulla carta, sono del tutto legali.

 

(Paolo Nessi)

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