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Economia e Finanza

FINANZA/ Sapelli: c’è un piano per mettere in ginocchio l’Italia

Fabrizio Saccomanni (Infophoto)Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Naturalmente un’alternativa a questa sorta di distruzione del credito per l’economia reale esiste. È il ritorno alla separazione tra banca commerciale e banca d’investimento evitando l’eccesso di capitalizzazione che sarà richiesto alle banche non separate. La super-capitalizzazione non elimina il rischio e drena capitale produttivo trasformandolo in capitale come costo. Il risultato sarà il contrario di quello che si vuol produrre.

Paradossalmente, pur tra mille ostacoli, il mondo anglosassone va dritto verso la separazione; ssolo l’Europa della Bce va dritta verso la rovina.

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COMMENTI
07/11/2013 - FMI l'aveva previsto il peggioramento !! (antonio petrina)

Si avverano le previsioni pessimistiche del FMI , salvo per il debito che è calato ancora più giù al 132,9% (Istat ,notifica al 21/10/2013),mente FMI prevedeva il debito 2013 al 127,8% ed il Governo Monti nel 2012 prevedeva una riduzione dal 123,3% in giù(al netto dell'aiuto alla Grecia!) ,mentre la CE al 121,6% il debito del 2013! Insomma nessuno ha la sfera di cristallo ed ora siamo nelle mani del Mef per le previsioni che si comunicano ,tramite Istat, alla CE ( PDE et similia!) e quindi ha ragione il prof Sapelli: meno crescita,più debito e più deficit ,anche se l'asta dei Bot vanno alla grande!

 
06/11/2013 - commento (francesco taddei)

se non si va verso un modello federale svizzero sempre di più ci sarà l'annullamento dei popoli deboli come quello italiano. che stanno attuando con la complicità di "statisti" come prodi,amato,napolitanoe saccomanni, che ogni giorno ci ripetono che l'europa è il beneassolutomammasantissima. ma fatela finita! w la cinica e bara italia!

 
06/11/2013 - Articolo breve ma. (Diego Perna)

Come sempre il Prof. Sapelli ci racconta come stanno realmente le cose, o almeno tende ad usare una logica che ci aiuta a capire. Non è né catastrofista né a tutti i costi ottimista perché qualcuno o qualche ideologia glielo impone. Essere liberi é anche questo, anzi è proprio uscire dal flusso della comoditá che deriva dallo stare sempre con il piú forte, chiamalo governo, commissione europea bce , Draghi, banche e banchieri, finanza, lobbies, ecc. Credo che nessuno ormai, di chi fa un lavoro normale, di quelli per intenderci che oggi sono fuori mercato, cioé quasi tutti, dal' agricoltore all' insegnante o al barista e al falegname, ma anche il commerciante veda la ripresa nè nel 2014 nè dopo. Non capisco nemmeno come si possa continuare a lavorare versando tutto allo Stato, costretti sia si abbia avuto utile o meno. Evidentemente continua a funzionare il grande megafono che dice che pagheremo meno tasse, che si faranno investimenti e si creeranno nuovi posti di lavoro, e anche se non è vero, nessuno in fondo vuole immaginare come saremo tra uno due anni. Allora dico che si deve imporre un cambio di rotta e chiedere il miracolo che a qualcuno che oggi fa il ministro, gli venga il dato il coraggio per alzare la voce e difendere l' Italia e tutti gli Italiani, non uno solo di questi, o la propria poltrona comodissima.