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Economia e Finanza

FINANZA/ Sapelli: c’è un piano per mettere in ginocchio l’Italia

Dati economici sempre più foschi arrivano dall’Europa con le sue previsioni sull’economia italiana. GIULIO SAPELLI ci spiega però che bisogna temere il progetto di Unione bancaria

Fabrizio Saccomanni (Infophoto)Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

I dati che giungono dalla Commissione europea con le sue previsioni economiche di autunno sono disarmanti: più debito e più deficit, meno crescita. È un circolo vizioso che si alimenta da sé. Se non vi è domanda aggregata, la crescita è possibile solo se vi è una via per le esportazioni. Ma la via dell’export è stretta e solo pochi alpinisti possono scalare quei sentieri.

Il dato spagnolo è impressionantemente efficace. La cosiddetta ripresa di quel Paese deriva da una crescita della produzione automobilistica - non solo naturalmente, ma soprattutto -, in particolare degli stabilimenti Ford. Ma se si vanno a vedere i numeri degli occupati - anche il Financial Times ha dovuto ammetterlo - la situazione è sconcertante: solo duemila i lavoratori in quegli impianti, grazie a condizioni salariali basse e precarie. I sindacati spagnoli (i socialisti dell’Ugt in testa, gli ex comunisti del Ccco un po’ più cauti) le hanno accettate perché considerano essenziale dare lavoro costi quel che costi! Quindi, la ripresa nell’Europa del Sud è una temperata sospensione della caduta, e non un recupero, del Pil, ossia dello stock di capitale fisso che è andato perduto negli ultimi venti anni. La causa di ciò è la deflazione imposta dalla Germania a tutta l’Europa.

L’Italia è colpita in pieno. I dati statistici su cui si litiga anticipano la vera battaglia che inizierà con l’unione bancaria. Si coglierà - da parte di molteplici troike - l’occasione della verifica sui bilanci per reclamare, come sempre ha fatto Mario Draghi dal 1992 a oggi, la privatizzazione delle banche. Ed essa sarà fatta, come si ripete dopo Cipro, grazie al risparmio (per chi ancora lo ha) delle famiglie e delle piccole imprese. Lo si drenerà spietatamente con ogni mezzo.

Saccomanni è stato chiaro alcune settimane or sono, poco intelligentemente disvelando il piano. Le banche sono esauste, che giungano quindi le shadow banks e le dark pools, cioè un sistema parabancario speculativo che i nostri governanti amano! E pure ancor si predica la ripresa! Bruxelles ha il pudore di spostarla al 2014-2015, ma il pericolo è che tra un anno non rimanga più nulla.


COMMENTI
07/11/2013 - FMI l'aveva previsto il peggioramento !! (antonio petrina)

Si avverano le previsioni pessimistiche del FMI , salvo per il debito che è calato ancora più giù al 132,9% (Istat ,notifica al 21/10/2013),mente FMI prevedeva il debito 2013 al 127,8% ed il Governo Monti nel 2012 prevedeva una riduzione dal 123,3% in giù(al netto dell'aiuto alla Grecia!) ,mentre la CE al 121,6% il debito del 2013! Insomma nessuno ha la sfera di cristallo ed ora siamo nelle mani del Mef per le previsioni che si comunicano ,tramite Istat, alla CE ( PDE et similia!) e quindi ha ragione il prof Sapelli: meno crescita,più debito e più deficit ,anche se l'asta dei Bot vanno alla grande!

 
06/11/2013 - commento (francesco taddei)

se non si va verso un modello federale svizzero sempre di più ci sarà l'annullamento dei popoli deboli come quello italiano. che stanno attuando con la complicità di "statisti" come prodi,amato,napolitanoe saccomanni, che ogni giorno ci ripetono che l'europa è il beneassolutomammasantissima. ma fatela finita! w la cinica e bara italia!

 
06/11/2013 - Articolo breve ma. (Diego Perna)

Come sempre il Prof. Sapelli ci racconta come stanno realmente le cose, o almeno tende ad usare una logica che ci aiuta a capire. Non è né catastrofista né a tutti i costi ottimista perché qualcuno o qualche ideologia glielo impone. Essere liberi é anche questo, anzi è proprio uscire dal flusso della comoditá che deriva dallo stare sempre con il piú forte, chiamalo governo, commissione europea bce , Draghi, banche e banchieri, finanza, lobbies, ecc. Credo che nessuno ormai, di chi fa un lavoro normale, di quelli per intenderci che oggi sono fuori mercato, cioé quasi tutti, dal' agricoltore all' insegnante o al barista e al falegname, ma anche il commerciante veda la ripresa nè nel 2014 nè dopo. Non capisco nemmeno come si possa continuare a lavorare versando tutto allo Stato, costretti sia si abbia avuto utile o meno. Evidentemente continua a funzionare il grande megafono che dice che pagheremo meno tasse, che si faranno investimenti e si creeranno nuovi posti di lavoro, e anche se non è vero, nessuno in fondo vuole immaginare come saremo tra uno due anni. Allora dico che si deve imporre un cambio di rotta e chiedere il miracolo che a qualcuno che oggi fa il ministro, gli venga il dato il coraggio per alzare la voce e difendere l' Italia e tutti gli Italiani, non uno solo di questi, o la propria poltrona comodissima.