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SPY FINANZA/ Il "voltafaccia" della Bce lascia l'Italia nei guai

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Insomma, proprio ora che davvero si potevano sbattere i pugni sul tavolo e cercare di cambiare la disfunzionale politica tedesca, proprio ora che si era aperto uno spiraglio, l’Italia non c’è. È occupata a fare altro, magari i soliti balletti sull’Imu che si paga o non si paga. Follia, irresponsabile follia. E i giornali? E i telegiornali? Avete sentito una parola su quanto sta accadendo in sede Ue? No, avete soltanto sentito del nostro rapporto deficit/Pil a rischio di sforatura di uno 0,1%, notizia tanto vera quanto strumentale a battaglie tutte politiche all’interno della maggioranza. Vergogna, mi viene da dire. Anche perché nonostante i buoni propositi e le belle parole, la crisi resta e anzi rischia di inasprirsi. Per Jonathan Loynes di Capital Economics, «è troppo presto per dichiarare che la crisi è finita. Tanto più che, in virtù delle regole comunitarie, le banche continuano a mettere a dieta i loro bilanci, tagliando all’interno di questo processo sempre di più la concessione del credito. Il tasso di disoccupazione dell’eurozona non scenderà sotto il 12,2% almeno fino al 2015 e penso che molte previsioni rese note nell’ultimo periodo siano un po’ troppo ottimistiche».

Ma non basta. Per Lars Christensen di Danske Bank, le autorità europee stanno ripetendo gli stessi errori fatti dal Giappone all’inizio degli anni Novanta, quando la deflazione si impossessò del sistema: «Molte nazioni dell’eurozona sono già in piena deflazione e questo rende ancora più difficile trovare una soluzione ai problemi del sistema bancario e delle traiettorie di debito. Non c’è crescita nella fornitura di moneta, quindi la situazione è destinata a peggiorare, non a migliorare. È come il Giappone, soltanto che per l’Europa l’epilogo potrebbe essere peggiore, visto l’alto tasso di disoccupazione rispetto a quello nipponico dell’epoca». Infine, Nicholas Spiro, guru del mercato dei bond sovrani: «Le cose stanno per passare di male in peggio e ogni discussione riguardo una possibile ripresa è semplicemente fuori luogo. È uno shock, infatti, vedere il numero di paesi dell’Ue la cui ratio debito/Pil sta salendo sopra quota 100%».

Eppure uno spiraglio c’era, c’è: inchiodare la Germania alle sue responsabilità, bilanciare finalmente il quadro macro dell’Ue, eliminare quei tabù che stanno solo aggravando la crisi dei cosiddetti “periferici” a tutto vantaggio di Berlino e della sua economia. Ma sarà un’occasione persa, già lo so e l’Italia avrà una responsabilità enorme in questo. Il problema sostanziale, però, è anche altro e Romano Prodi non lo ha volutamente toccato. Lo capisco, diplomaticamente aveva già rotto gli argini della sua proverbiale moderazione. Lo faccio io allora: nulla cambierà se non cambierà in primis la Bce, la quale sta facendo il gioco della Germania, dimenticando il suo ruolo di Banca centrale e tramutandosi unicamente in braccio destro delle pressioni politiche di Berlino e Bruxelles verso il sud Europa.

Chi sta violando il suo mandato, non facendo nulla per raggiungere l’obiettivo prefissato di inflazione al 2%? La Bce. Chi non sta facendo nulla e anzi ha abbandonato ogni tentativo di giungere all’obiettivo di crescita della massa monetaria M3 al 4,5%? La Bce. La quale, essendo guidata da un italiano, gode nel nostro Paese di una sorta di intangibilità. Romano Prodi e la sua intervista ne sono la dimostrazione, visto che il suo ragionamento - in cui mi ritrovo in pieno - non poteva che avere come epilogo le conclusione che ho appena tratto.


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COMMENTI
07/11/2013 - E se uscissimo dall'Ue? (Carlo Cerofolini)

L’articolo è ottimo, però, considerato che ciò che ci lega all’Ue è un nodo gordiano che – come è noto - non si può sciogliere ma solo tagliare, è illusorio solo pensare di rivedere le regole eurolandiche che ci stanno strangolando e quindi o ci si decide ad abbandonare quanto prima quest’espresso di Babele (copyright M. Thatcher) al suo triste destino o l’Italia andrà irreversibilmente in rovina. Usque tandem....

 
07/11/2013 - eppure.... (Eugenio Bravetti)

sono convinto che qualcosa sta per succedere, in quanto assistiamo ormai al classico "abbandono della nave che affonda" da parte di diverse personalità che fino a qualche mese fa si sarebbero fatti tagliare un braccio e una gmaba piuttosto che fare un commento negativo sull'euro e sull'europa. E che stia per succedere qualcosa potrebbe anche essere un bene, quello che mi preoccupa è che quello che succederà sarà sicuramente al 1000x1000 disastroso vista la totale inettitudine, l'incompetenza e la testardaggine a non voler ascoltare le ormai infinite voci di protesta, della nostra classe dirigente. Ci vorrà una nuova NORIMBERGA per molti di loro (di tutte le nazioni) in quanto ormai è palese che consapevolmente (e quindi sono dei traditori) o non consapevolmente (e quindi sono degli incompetenti) hanno provocato tutto questo.

 
07/11/2013 - Errata corridge (Diego Perna)

Chiedo scusa, l' articolo su Imu Alfano e Berlusconi, é il secondo, non quello di testata.

 
07/11/2013 - Nuovo commento (Diego Perna)

Egr. Bottarelli, io la leggo sempre, ma oggi é piú interessante del solito, e tra l' altro sono anche io stupito di come di tutto si parli oggi in Italia tranne che del vero problema che causa i ns guai. Purtroppo, sono scoraggiato sotto l' aspetto della coscienza che ancora molti hanno raggiunto delle cause che sta portando il ns paese alla miseria. E mi riferisco alla gente comune, chi questa crisi la soffre e non sa darsene una ragione, come fosse la forza di un destino a cui non ci si puó sottrarre. E tutto cospira a farcelo credere, anche la Grecia ridotta in mutande! viene tenuta in vita col sondino, perché l' Europa non senta in caso la puzza del cadavere. Tutto qua, si deve evitare che la coscienza che sia il potere di alcuni a guidare l' andazzo delle cose. Ad ogni dato negativo sula disoccupazione il pil ecc. ne segue uno di cauto ottimismo, abbiamo le startup ad esempio, oppure siamo i piú bravi nel mondo nella ristorazione o ancora ci sono imprese che esportano piú di prima. Di fatto gli stipendi sono fermi e la domanda interna distrutta. Peró anche oggi il primo articolo é su Alfano , Imu e Berlusconi, che dopo qualche evento di calcio, sará il piú letto. Questo é il panorama, e non ne faccio un dramma, ma é molto triste vedere che le energie migliori non hanno piú spazio, mentre purtroppo c' é chi dopo un anno di lavoro percepisce liquidazioni da 3, 5 mln ed é lecito e passa quasi inosservato. Se c' é gente cosí che manovra il paese come possiamo ancora sperare?