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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Il "voltafaccia" della Bce lascia l'Italia nei guai

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All’inizio di quest’anno, fu la Fed di Richmond in un suo documento ad anticipare queste conclusioni: «La Bce deve cominciare a rendersi conto che i problemi dell’Europa sono più che strutturali. Ha bisogno di smettere di utilizzare la politica monetaria come un fulcro per raggiungere cambiamenti strutturali e deve terminare la sua politica di contrazione». Nel silenzio generale della stampa italiana - che si è premurata di riportare solo le dichiarazioni sull’Imu - parlando con la CNBC a Londra, anche il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha scoperchiato per la prima volta il vaso di Pandora: «Ciò che potrebbe essere più efficace di un’iniezione di liquidità sono misure che segnalino come la politica monetaria europea stia prendendo in considerazione il fatto che l’euro sta diventando molto forte. Mi aspetto che la Bce mantenga la sua promessa di mantenere l’attività economica e il tasso di inflazione a livello tale da non precipitare nell’area pericolosa della deflazione. L’Italia è un Paese molto predisposto alla promozione del suo export e un tasso di cambio euro/dollaro attorno a 1,40 certamente non può essere considerato un elemento facilitatore per la nostra industria».

Capito? Ma qui si parla di Imu, non di Bce. Sapete invece cosa fa la Bce? Commissiona e finanzia un report, pubblicato l’altro giorno, in difesa del trading ad alta frequenza, sentenziando come questo garantisca efficienza al mercato, miglior prezzatura dei titoli e maggiore flusso di liquidità, tesi smentite da decine e decine di studi compiuti negli ultimi anni e di cui vi ho parlato tempo fa. Di più. A chi ha commissionato questo studio delirante e totalmente inutile, stante problemi contingenti ben più importanti, la Bce? A tre accademici statunitensi, Jonathan Brogaard, Terrence Hendershott e Ryan Riordan. Non c’è speranza cari lettori, mettetevi l’animo in pace e attendete di conoscere il vostro destino. Deciso, ancora una volta, da altri.

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COMMENTI
07/11/2013 - E se uscissimo dall'Ue? (Carlo Cerofolini)

L’articolo è ottimo, però, considerato che ciò che ci lega all’Ue è un nodo gordiano che – come è noto - non si può sciogliere ma solo tagliare, è illusorio solo pensare di rivedere le regole eurolandiche che ci stanno strangolando e quindi o ci si decide ad abbandonare quanto prima quest’espresso di Babele (copyright M. Thatcher) al suo triste destino o l’Italia andrà irreversibilmente in rovina. Usque tandem....

 
07/11/2013 - eppure.... (Eugenio Bravetti)

sono convinto che qualcosa sta per succedere, in quanto assistiamo ormai al classico "abbandono della nave che affonda" da parte di diverse personalità che fino a qualche mese fa si sarebbero fatti tagliare un braccio e una gmaba piuttosto che fare un commento negativo sull'euro e sull'europa. E che stia per succedere qualcosa potrebbe anche essere un bene, quello che mi preoccupa è che quello che succederà sarà sicuramente al 1000x1000 disastroso vista la totale inettitudine, l'incompetenza e la testardaggine a non voler ascoltare le ormai infinite voci di protesta, della nostra classe dirigente. Ci vorrà una nuova NORIMBERGA per molti di loro (di tutte le nazioni) in quanto ormai è palese che consapevolmente (e quindi sono dei traditori) o non consapevolmente (e quindi sono degli incompetenti) hanno provocato tutto questo.

 
07/11/2013 - Errata corridge (Diego Perna)

Chiedo scusa, l' articolo su Imu Alfano e Berlusconi, é il secondo, non quello di testata.

 
07/11/2013 - Nuovo commento (Diego Perna)

Egr. Bottarelli, io la leggo sempre, ma oggi é piú interessante del solito, e tra l' altro sono anche io stupito di come di tutto si parli oggi in Italia tranne che del vero problema che causa i ns guai. Purtroppo, sono scoraggiato sotto l' aspetto della coscienza che ancora molti hanno raggiunto delle cause che sta portando il ns paese alla miseria. E mi riferisco alla gente comune, chi questa crisi la soffre e non sa darsene una ragione, come fosse la forza di un destino a cui non ci si puó sottrarre. E tutto cospira a farcelo credere, anche la Grecia ridotta in mutande! viene tenuta in vita col sondino, perché l' Europa non senta in caso la puzza del cadavere. Tutto qua, si deve evitare che la coscienza che sia il potere di alcuni a guidare l' andazzo delle cose. Ad ogni dato negativo sula disoccupazione il pil ecc. ne segue uno di cauto ottimismo, abbiamo le startup ad esempio, oppure siamo i piú bravi nel mondo nella ristorazione o ancora ci sono imprese che esportano piú di prima. Di fatto gli stipendi sono fermi e la domanda interna distrutta. Peró anche oggi il primo articolo é su Alfano , Imu e Berlusconi, che dopo qualche evento di calcio, sará il piú letto. Questo é il panorama, e non ne faccio un dramma, ma é molto triste vedere che le energie migliori non hanno piú spazio, mentre purtroppo c' é chi dopo un anno di lavoro percepisce liquidazioni da 3, 5 mln ed é lecito e passa quasi inosservato. Se c' é gente cosí che manovra il paese come possiamo ancora sperare?