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FINANZA/ 1. Bagnai: la Germania vuol "distruggere" l'Italia

Pubblicazione:sabato 9 novembre 2013

Angela Merkel e Barack Obama Angela Merkel e Barack Obama

«La ragione per cui in Europa esistono due pesi e due misure è semplice. L’Italia è una diretta concorrente della Germania sul piano industriale e quindi va penalizzata con l’austerity. La Spagna e altri paesi Ue al contrario sono debitori di Berlino e quindi non vanno troppo indeboliti o non riusciranno a pagare». Lo sottolinea Alberto Bagnai, professore di Politica economica all'Università G. D’Annunzio di Pescara e autore del libro “Il tramonto dell’euro”. Gli italiani sono stati costretti a fare i salti mortali per pagare le tasse e fare rientrare il deficit al di sotto del 3% del Pil. Ad altri Stati come la Spagna, i Paesi Bassi e la Francia è stato invece consentito di derogare tranquillamente a quanto previsto nel trattato di Maastricht. Mentre la regola inclusa nei trattati secondo cui nessun Paese membro deve superare il 6% del surplus commerciale è violata da Germania, Lussemburgo e dalla stessa Olanda, senza che nessuno osi aprire una procedura d’infrazione.

 

Professor Bagnai, fino a che punto la responsabilità di questa situazione è dovuta alla debolezza dei governi italiani?

La vera causa del problema è molto più profonda. Quando a maggio l’Italia è rientrata dalla procedura d’infrazione riguardo il 3% nel rapporto deficit/Pil, pochi giorni dopo la Commissione Ue ha accordato a Francia, Spagna e Portogallo il permesso di derogare da questo obiettivo e di rientrare con più calma. In questo momento la Spagna ha un deficit pubblico intorno al 7%.

 

Qual è il vero motivo di questa penalizzazione dell’Italia?

Per la Germania l’Italia è un concorrente, e quindi va costretto a seguire politiche di austerità per indebolire la sua struttura produttiva. Viceversa la Spagna per Berlino è soprattutto un debitore, e quindi se la strozzasse imponendole di seguire pedissequamente politiche di austerità, correrebbe il rischio di non rivedere i soldi indietro.

 

È possibile convincere la Germania a rinunciare a questa politica dei due pesi e delle due misure?

Non sono sicuro che il governo italiano possa riuscire in questa impresa. Quello che i fratelli tedeschi dovrebbero ricordare nel loro interesse è il fatto che tra i paesi debitori in questo momento non ci sono solo la Grecia e l’Italia, ma anche gli Stati Uniti. Non vorrei che i tedeschi fossero costretti a ricostruire Dresda per la seconda volta nel giro di un secolo perché sarebbe davvero un peccato. Attraverso l’esportazione della deflazione la Germania sta creando problemi alla stessa America, cioè a qualcuno che tutto sommato è più forte di lei, e che può convincerla a un atteggiamento meno irresponsabile e più cooperativo.

 

Per quale motivo ritiene che la politica tedesca danneggi gli Stati Uniti?


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COMMENTI
09/11/2013 - Chi pecora si fa lupo se la mangia (Carlo Cerofolini)

Pensare che la Germania, motu proprio, voglia cambiare registro, è – a mio avviso utopistico – quindi o l’Italia la smette di farsi del male con devastanti lotte politiche intestine e, una volta riacquistata unità d’intenti nel superiore interesse nazionale, il Governo pone degli out out all’Ue per non farci strangolare, dicendo chiaramente che in caso di diniego usciremo dall’euro (vasto programma?), o per noi sarà la rovina, anche perché chi pecora si fa lupo se la mangia.