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FINANZA/ La telefonata che allunga la vita all’euro

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I giudici della Corte Costituzionale tedesca (Infophoto)  I giudici della Corte Costituzionale tedesca (Infophoto)

E però che i trattati istitutivi, concepiti per dar vita a un’organizzazione internazionale e non a una nuova organizzazione statale, abbiano esaurito ogni margine di espansione e anzi, si siano espansi fin troppo a danno del cardinale principio democratico delle nostre tradizioni costituzionali, non dovrebbe essere la Corte Costituzionale tedesca a ricordarcelo. È palmare, basti pensare al pellegrinaggio ormai preventivo a Bruxelles delle leggi di stabilità nazionali, arterie femorali della scelte fondamentali della democrazia. E tuttavia tali appalti della sovranità delle politiche fiscali non solo sono ineluttabili, in un sistema di single currency, ma anche insufficienti. I temi delle riforme strutturali, microeconomiche e del mercato del lavoro, oggi inclusi nei Piani di Riforma Nazionale oggetto di coordinamento in sede di Consiglio, non potranno essere lasciati a lungo nella disponibilità degli Stati. La competitività di un Paese è questione che riguarda l’euro non meno dei bilanci di uno Stato aderente alla moneta unica. Da qui l’invenzione dei contractual arrangements.

La sentenza è comunque attesa per la fine dell’anno ed è improbabile che i Giudici di Karlsruhe, che non vivono in cielo, buttino via l’acqua sporca (i rischi di perdite) e il bimbo (l’euro). Come è stato in passato nelle pronunce sugli altri meccanismi di salvataggio (Efsf ed Esm) si attendono paletti, ma non radicali bocciature. Peraltro, essendo l’intervento della Bce successivo alla sottoscrizione di stringenti Memorandum vincolanti da parte dei paesi che chiedessero l’apertura dell’ombrello delle OMT’s e condizionato dall’azione del Fondo salva-Stati (Esm), dove il principio del controllo unanimistico dei singoli stati sugli aiuti è ben saldo, i giudici federali avrebbero buoni argomenti atti a sedare le loro preoccupazioni di una delega in bianco che scavalchi il Bundestag.

Ciò che non accadrà è che la sentenza mandi a casa il famoso plotone della telefonata che allunga la vita. Staremo anche dopo il deposito ancora a chiederci che fine farà il condannato. Finché non si cambierà canale per un’altra storia.

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