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SPENDING REVIEW/ I veri tagli di cui ha bisogno la Pa

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Non possiamo certo nascondere che in questo modo emergeranno una miriade di prassi scorrette, originate da almeno trent’anni di gestione clientelare e sprecona, da un’ottica burocratica/formalistica, da vent’anni di blocco del turnover che hanno comportato un forte invecchiamento dei dipendenti della Pa e un depauperamento del loro valore professionale e delle loro competenze.

Vogliamo credere che l’attuale pianta organica una volta tagliata e razionalizzata contenga competenze e professionalità adatte al terzo millennio? Vogliamo pensare che con un po’ di formazione si creino i presupposti di un management di qualità? Questo approccio che propongo di “management review” è decisivo e importante sia che si propenda per un’amministrazione pubblica centralizzata, sia per una più “federalista” e vicina al territorio. La realtà è che, sebbene più traumatica a livello sociale, una vera spending review passa dalla sostituzione di molti quadri e dirigenti con personale più preparato.

Chi ha titoli non meritati dovrebbe lasciare il posto, per esempio, ai tanti giovani che aspettano che qualcuno seriamente voglia togliere il nostro Paese dal torpore che lo avvolge. Sul territorio le persone si conoscono e le storie possono essere ricostruite, sull’attuale pace sociale costruita con collusioni, inganni, omertà e favoritismi non si può costruire un giusto futuro. Una vera spending review non può che partire in questo modo.

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