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FIDUCIA LETTA/ Tasse, lavoro e ripresa: il calendario che "blinda" il Governo

Ieri il Governo ha incassato la fiducia del Parlamento ed Enrico Letta ha spiegato nel suo discorso cosa intende fare l’esecutivo. Il commento di STEFANO CINGOLANI

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

Un nuovo inizio, a new beginning con accenti obamiani; una ripartenza ma con più coraggio. Enrico Letta ieri alla Camera era in forma, consapevole della responsabilità che porta sulle spalle, dei rischi che corre un’Italia esausta, sfiancata e messa sotto ricatto da movimenti poujadisti come quello del 9 dicembre guidato da un leader in Jaguar (non esattamente una macchina da “dannati della terra”). Ma il presidente del Consiglio non ha fatto solo retorica, ha assunto davanti al Parlamento e al Paese impegni pesanti. Il primo riguarda le tasse. Ecco le sue parole: «Il Parlamento ci ha impegnato a impiegare, nella ulteriore riduzione del costo del lavoro, i proventi della revisione della spesa e del ritorno dei capitali dall’estero: inseriremo questo automatismo nell’ultimo passaggio, nei prossimi giorni, della Legge di stabilità, proprio qui alla Camera, dopo averne discusso con le parti sociali».

Dunque, comincia un alleggerimento delle imposte sul lavoro, finanziato con la spending review e il rientro dei capitali dall’estero. È chiaro che scatta subito (automaticamente potremmo dire) una domanda: quanto verrà recuperato già nel 2014 con due provvedimenti destinati a dare i loro risultati maggiori nel 2015? Il dubbio è legittimo, ma meglio aspettare le carte. Noi, che su queste pagine lo abbiamo incitato a fare di più sul fisco, non possiamo che prendere atto di quel che ha detto Letta e vigilare perché scatti davvero “l’automatismo” virtuoso.

Gli esami non finiscono qui, perché il Capo del governo si è assunto anche altri impegni importanti quanto gravosi. Vediamoli a cominciare dalle riforme istituzionali. «Il grande obiettivo entro il quadro tempistico (sic!) dei 18 mesi è di avere istituzioni che funzionino e una democrazia più forte e più solida», ha detto Letta, indicando «quattro obiettivi» per il 2014: la riduzione del numero dei parlamentari, l’abolizione delle province, «la fine del bicameralismo perfetto», con «un’unica Camera che dia la fiducia e l’altra che sia espressione di autonomia», infine «una riforma del Titolo V che metta ordine tra centro e poteri decentrati».

Si passerà attraverso il Parlamento facendo decadere la commissione dei quaranta. Chissà se l’esigenza di coinvolgere tutti darà frutti migliori. Un dubbio è più che legittimo. Quanto alla legge elettorale, «deve evitare l’eccesso di frazionamento che ci condannerebbe all’ingovernabilità e garantire una democrazia dell’alternanza. L’obiettivo è un meccanismo maggioritario», ricreando «un legame elettori ed eletti».


COMMENTI
12/12/2013 - Il mio urgente esecutivo (claudia mazzola)

Dobbiamo spostare l'ufficio a casa perché non riusciamo più a sostenerne i costi fissi e le tasse accumulate ancora da pagare. Da un anno senza stipendi e lavoro a 50anni questa è la nostra ripresa!