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I NUMERI/ Usa, Ue, Italia: le ricette "folli" che ci lasciano senza soldi

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La deflazione salariale in atto non sembra in grado di risolvere i problemi, anzi li crea: meno spesa che smaltisce il prodotto, meno imprese a ri-produrlo. Si innesca una reazione a catena che va dalla riduzione salariale a quella dei prezzi che non svaluta il debito, anzi lo rivaluta: un giochino perverso insomma che non lascia scampo. Nella zona Euro, a conti fatti non va meglio: l’aumento di 24 punti nel rapporto debito/Pil rispetto ai livelli pre-crisi sta lì a dimostrarlo.

Cacchio: debito sì, debito no, debito ni; quelli di là, quelli di qua, quelli di sopra e di sotto, siamo ancora qui, in mezzo alla crisi. Bando alle ciance dei keynesiani, dei monetaristi, dei liberisti; che abitino a Chicago, Vienna o in ogni dove, occorre cambiare registro! Si scorge all’orizzonte una ragione economica tutta nuova, non v’è debito da fare, né da rimettere. Suona pressappoco così: “La crescita si fa con la spesa. Così viene generato reddito, quel reddito che serve a fare nuova spesa. Tocca allocare quelle risorse di reddito per remunerare chi, con la spesa, remunera”.

Si può provare!

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