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PAGAMENTO IMU/ Prima casa, aliquota, saldo: a chi giova il "caos" della tassa?

Pubblicazione:lunedì 16 dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 15 gennaio 2014, 15.33

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Siamo convinti che, soprattutto in questi ultimi anni, qualcuno abbia “ciurlato nel manico”; ormai neanche l’aforisma citato nel “Gattopardo” di Tommasi di Lampedusa “in Italia si vuole cambiare tutto per non cambiare niente”, ha più presa in un questo contesto sociale: si è arrivati al punto che i grandi poteri, insomma chi decide, hanno interesse a lasciare le cose come stanno in un’inerzia programmata per portare il Paese allo sfascio. Non si concede più alla gente comune nemmeno l’illusione che qualcosa muti.

Queste considerazioni non sono un inno alla “disobbedienza fiscale”: le tasse vanno pagate, in maniera proporzionale alla ricchezza e da tutti. Dire questo però non vuol dire accettare questa situazione di “terrorismo psicologico” da parte dello Stato nei confronti del cittadino. I nostri governanti, di qualsiasi colore siano, non hanno più l’intenzione, né hanno più la forza di operare, in una democrazia, in un reale servizio al popolo. Bisogna che tutti noi, da chi ha in mano il potere alla gente comune, come ci insegna anche il Papa, faccia un passo indietro e cerchi qualcosa di diverso dal proprio tornaconto e dal proprio egoismo: una sorta di “senso religioso” che ci aiuti a cambiare e a ricercare in questo contesto sociale, il vero “bene comune”.

 

(Andrea Lagravinese, Commercialista)



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