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Economia e Finanza

ITALIA COMMISSARIATA?/ Deaglio: contratti Ue, "ultima spiaggia" per le riforme

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Sicuramente la sottraggono, ma la riduzione delle sovranità nazionali è uno degli obiettivi dell’Unione. L’Italia è ormai, sotto molti aspetti, una regione dell’Europa e ha una responsabilità regionale. Non abbiamo più una moneta, che da un certo punto di vista è l’espressione massima dell’indipendenza, né, da decenni, una politica commerciale internazionale. È normale che l’Europa dia delle direttive ai Paesi membri sia mediante il Parlamento, sia mediante la Commissione. Per tutti i paesi, Germania compresa, gli ultimi due anni sono stati all’insegna della riduzione dell’ambito di sovranità dei governi nazionali in materia di bilancio.

 

Quali riforme ritiene che debbano avere la priorità?

Occorre valutare le conseguenze di ciascuna riforma, privilegiando quelle le cui ricadute occupazionali sono sopportabili e creano il minor disagio sociale. La riforma dell’amministrazione pubblica per esempio richiede dei tagli, e la politica si trova dunque di fronte a una scelta tra vari tipi di tagli. La razionalizzazione del servizio richiede una riduzione degli organici e l’investimento in macchinari moderni.

 

In che modo bisogna quindi intervenire?

Di fronte a tanti settori che hanno bisogno di riforme, bisogna privilegiare quelle in cui le sofferenze delle famiglie sono ridotte al minimo. Occorre valutare, amministrazione per amministrazione, l’impatto occupazionale considerando la vita lavorativa residua dei dipendenti e le possibilità effettive di trasferimento ad altre amministrazioni e vedere come possano essere attuati nel modo meno doloroso possibile. Queste riforme però non saranno una passeggiata anche se faranno risparmiare.

 

(Pietro Vernizzi)

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