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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Così Draghi prepara il suo bazooka

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E il mercato? Quasi non si è accorto, preoccupato com’era per la possibile decisione della Fed di attivare il “taper” da qui a febbraio. Forse la mancata reazione era attesa, vista l’accelerazione dei pagamenti dei soldi ottenuti dalle banche con i primi due Ltro che ha portato al livello più basso da due anni a questa parte il contante in eccesso nell’eurosistema. Insomma, le banche si tengono stretto il denaro, tanto che in base a calcoli di Ifr, la liquidità in eccesso calerà dagli attuali 171,5 miliardi ai meno di 150 miliardi entro la fine dell’anno. O, forse, il mercato si attende altro: se la liquidità in eccesso nell’eurozona è così ridotta da tramutare in un problema trovare 184 miliardi di euro, magari stiamo per arrivare a un doppio bivio. Ovvero, nuovo Ltro tra pochissimo e forse la scelta rivoluzionaria e da scontro finale di Mario Draghi di procedere verso la monetizzazione non sterilizzata, ovvero acquisti che espandano la massa monetaria in stile Fed.

Quello di martedì è stato un segnale di pericolo o forse un test che la Bce ha voluto condurre per vedere la reazione del mercato al secondo fallimento di un’asta di sterilizzazione in meno di un mese? Se così fosse, tutto rientrerebbe nella logica di “Germania contro tutti” che ho prospettato nell’articolo di martedì e anche l’addio di Asmussen al Consiglio direttivo troverebbe maggior senso e maggiori implicazioni. Quando Mario Draghi sfoderò il bazooka, dicendo che avrebbe fatto qualsiasi cosa per salvare l’euro, lasciò intendere che la Bce era pronta ad acquisti illimitati di debito dei paesi in difficoltà, leggi Italia e Spagna, ma è la natura stessa degli acquisti sterilizzati a cozzare con questa volontà: questi interventi, infatti, non sono realmente illimitati, poiché condizionati alla capacità della Banca centrale stessa di sterilizzarli in pieno. Inoltre, il drenaggio di liquidità finisce per danneggiare un sistema economico che già fatica a reperire credito, che ha una massa monetaria M3 che cresce ben al di sotto del ritmo previsto dalla Bce e che vede il meccanismo di trasmissione del credito nell’eurozona completamente grippato, con le piccole e medie imprese di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia che muoiono come mosche a causa di questa discrasia.

Siamo a un punto di svolta, penso. Anche perché è di ieri la notizia che - a dispetto dello spread artificialmente ai minimi - il tasso di sofferenze bancarie in Spagna ha toccato il nuovo record del 13% di tutti i prestiti in essere, livello in crescita da otto mesi di fila. E le cose non potranno che peggiorare, visto che la richiesta della Banca di Spagna a tutti gli istituti per una revisione dei loro portafogli sta facendo emergere la realtà: soltanto per Banco Santander il tasso di default su prestiti è salito al 7% dal 3,1% precedente dovuto al maquillage contabile, il tutto proprio a seguito della riclassificazione dei prestiti che ha rifinanziato e che non verranno mai ripagati. E con supervisione e stress test alle porte, c’è ben poco da ridere, visto che al netto dei 5 miliardi di accantonamenti necessari in previsione di shortfall, ora emerge con chiarezza che fin dall’esplosione della bolla immobiliare del 2008, gli istituti iberici hanno dato vita a rifinanziamenti di massa per coprire le sofferenze sui mutui immobiliari. Ora il giochino è finito e i prezzi degli immobili sono previsti in calo anche nel 2014, un combinato letale.

Adesso, quindi, l’azzardo si fa davvero grande: forse Mario Draghi sa che il “taper” sta arrivando e si prepara davvero a usare il bazooka per evitare uno tsunami nella periferia dell’eurozona. La domanda è: la Germania glielo permetterà?

 

P.S:. C’è da dire che se dal punto di vista economico l’Ue langue, da quello della politica estera fa davvero pietà. Con un blitz senza precedenti, infatti, martedì scorso Vladimir Putin ha riconquistato l’Ucraina. Come? Gazprom venderà all’Ucraina 1000 metri cubi di gas naturale al prezzo di 268,50 dollari contro i precedenti 400 e il fondo sovrano russo acquisterà bond ucraini denominati in dollari per 15 miliardi tra la fine di quest’anno e il prossimo. La signora Ashton non pare pervenuta. Amici ucraini, date retta a me: vi è andata bene. Restate con Mosca. 

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COMMENTI
19/12/2013 - appunto... (Eugenio Bravetti)

Diego, ha detto bene, "mentono spudoratamente"...il motivo è semplice...devono giustificare le cure assurde che stanno infliggendo ai popoli sotto dettatura della Germania che ha un lapalissiano interesse alla distruzione dei suoi concorrenti.

 
19/12/2013 - una domanda (Diego Perna)

Le mie non é sono domande ironiche, e spero che Lei mi vorrá rispondere : Come si spiega allora la ripresa e quindi l' uscita dalla recessione di cui tanto si parla? C' è ancora un minimo di relazione tra i mercati e l' economia reale, oppure oramai non piú? Tutte le manovre che fa la Bce o i Draghi di turno, hanno una qualche influenza diretta sulla disoccupazione, visto che poi si dice sempre anche se ci sará la ripresa i senza lavoro aumenteranno ( e questo è assurdo, ma viene tranquillamente accettato da molti econonomisti anche di ideologie diverse oppure giustificato con il fatto che vista la ripresa, coloro che avevano perso la speranza ora si mettono di nuovo a cercare un' occupazione). Io vorrei capire di piú di questa crisi o di questa possibile ripresa di cui tutti nel governo e simpatizzanti di larghe intese, parlano ogni giorno, perché a me non convincono tutte queste nuove tasse che ci aspettano e che stanno diventando insostenibili per molti di noi. Ormai le uniche cose che di positivo ascolto in giro sono raccontate da chi, anche meno giovane, ce l' ha fatta a costruire la propria vita fuori dall' Italia. Ultima domanda, non solo a Lei, ma anche a chi leggerá il mio commento, sempre qualcuno dovesse farlo: Perché continuano a prenderci in giro cosí spudoratamente? Buona Giornata e grazie