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Economia e Finanza

MANOVRA/ Forte: più tasse per finanziare gli sprechi dei Comuni

Letta e Saccomanni (Infophoto)Letta e Saccomanni (Infophoto)

Da un lato si modificano le pensioni per adeguarle al costo della vita e dall’altra si mettono in pensione più esodati di prima. Anche questa è cioè un’operazione che riguarda le spese, con una copertura estremamente opinabile. La modifica delle pensioni esistenti, utilizzando il coefficiente di rivalutazione o altri metodi, non dovrebbe essere attuata in quanto si tratta di norme che creano incertezza nei confronti dei pensionati. Il principio logico che avrebbe dovuto adottare il governo è che le pensioni che hanno una base contributiva non vanno toccate, quelle con una base retributiva invece sì.

 

Invece quale principio è stato adottato nella manovra?

Si è perso completamente il concetto del riferimento al principio del beneficio, in base a cui io ricevo una prestazione nella misura in cui ho pagato i contributi. A ciò si è sostituito il principio di equità, in base a cui uno riceve più pensione in quanto è meno abbiente rispetto agli indici ufficiali. L’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, ha pubblicato un articolo in cui avanza dubbi di costituzionalità rispetto a questa regola adottata nella manovra.

 

L’Anci ha denunciato un saldo negativo da 1,5 miliardi di euro a danno dei Comuni e ha chiesto un incontro con il presidente Napolitano. Lei che cosa ne pensa?

Non mi sembra proprio che le cose stiano come dice l’Anci, in quanto rispetto ai precedenti il gettito dei Comuni aumenta. I sacrifici sono fatti solo a carico della finanza statale e non di quella degli enti locali. La Finanziaria aumenta la tassazione sugli immobili e il gettito va ai Comuni, anziché a beneficio della riduzione del cuneo fiscale. La posizione dell’Anci è a dir poco incredibile.

 

Perché?

La manovra è una legge che va a vantaggio innanzitutto degli enti locali, con la conseguenza che rischiamo di non rimanere nei parametri Ue sulla riduzione del deficit di bilancio. L’Italia fatica cioè a tenere in sesto il bilancio, e nello stesso tempo largheggia a vantaggio degli enti locali che pure non sono mai sazi. Il paradosso è che buona parte degli amministratori, compreso il presidente Anci Piero Fassino, fanno parte della maggioranza di governo che ha emanato la legge di stabilità.

 

Come valuta infine la risposta di Letta alle critiche di Confindustria, con l’invito a “non sfasciare i conti”?

Questa risposta è sbagliata. Anche Confindustria ha le sue colpe, ma resta il fatto che il governo è partito da un’adesione iniziale al programma degli industriali, promettendo una riduzione delle imposte per diminuire il cuneo fiscale. Io sarei partito da una riduzione dei costi e delle spese, per stimolare l’economia e avere un sistema in cui non ci sono alte aliquote e alte evasioni. Al contrario man mano che si riducono le spese e le evasioni, si dovrebbero tagliare le aliquote. E’ comunque assurdo che Letta risponda a Confindustria “non sfasciamo i conti”, perché in realtà avviene un peggioramento rispetto al programma iniziale. Anziché concentrarsi sulla riduzione delle imposte, si largheggia nelle spese. Da questo punto di vista il presidente del Consiglio fornisce una risposta inesatta.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
20/12/2013 - Dopo nuove elezioni ecco come uscire dalla crisi (Carlo Cerofolini)

Siccome non possiamo sperare che le cose con questo governo, tassassinatore e azzerbinato all’Ue a trazione tedesca, combino e soprattutto migliorino, l’unica speranza è alle prossime elezioni per le politiche – magari/speriamo da fare abbinate alle europee – si abbia una maggioranza che: 1) tenga presente la nota curva di Laffer e cioè, come i fatti dimostrano, oltre una certa imposizione fiscale l’economia si avvita e le entrate dello Stato – novello sceriffo di Nottingham – decrescono paurosamente; 2) si ricordi di quanto affermavano sia von Hayek e Popper, ovvero che i cittadini si devono preoccupare di avere delle leggi che non consentano neppure a governanti incapaci e/o disonesti di fare eccessivi danni; 3) tenga pure presente che l’Ue è un espresso di Babele (copyright M. Thatcher) da cui scendere prima che deragli rovinosamente.

 
20/12/2013 - Assalto alla diligenza. (luciano dario lupano)

Vista l'incapacita', nel migliore dei casi, e la pavidita' contrabbandata per prudenza ma in realta' per non danneggiare gli amici degli amici, mi auguro che quanto prima intervenga lo Sceriffo possibilmente straniero e quindi non connivente con questi pseudo democratici!