BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MANOVRA/ 1. Tasse ed Europa, ci si è dimenticati dei "potenti"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

I parchi pubblici, i siti archeologici, i boschi, i musei hanno bisogno di una gestione, attualmente del tutto insufficiente, che potrebbe essere implementata immaginando la creazione di forme di nuova cooperazione. Dobbiamo reinventarci un modello di intervento pubblico che coinvolga, per esempio, le associazioni. In tal senso, trovo del tutto controproducente l’introduzione del reddito minimo garantito.

 

Perché?

Sarebbe meglio parlare di “lavoro minimo garantito”. Se lo Stato decide di investire risorse per dare un reddito a un disoccupato, tanto vale che gli dia anche un’occupazione. Come dicevo, può trattarsi anche della pulizia dei boschi o delle spiagge. Lo Stato sborserebbe la stessa cifra, ma otterrebbe in cambio una prestazione che ha un valore, mentre dal punto di vista del cittadino, si tratterrebbe di una proposta molto più dignitosa.

 

Come ne valuta l’impostazione fiscale della manovra?

Registro che se, da un lato, è mancato il coraggio di estendere la base imponibile della tassazione sulle rendite finanziarie, dall’altra non ci si è fatto alcun problema ad aggravare la fiscalità immobiliare. Nonostante, come chiunque può intendere senza dover essere un economista, le tasse sugli immobili rappresentino una vera e propria patrimoniale che può fungere allo scopo esclusivamente se applicata una tantum; altrimenti, specie in condizioni sfavorevoli come quella l’attuale, non fa altro che erodere ulteriormente il risparmio delle famiglie. Ma c’è dell’altro.

 

Cosa?

La manovra, sotto il profilo fiscale, appare del tutto incoerente: si annuncia una stretta all’evasione, ma, oltre a non estendere la Tobin tax, si cincischia sulla web tax, pur sapendo benissimo che i colossi dell’informatica e del web hanno milioni a disposizione per pagare fior di consulenti che gli consentono di eludere il fisco. Si ha come l’impressione che, strada facendo, ognuno abbia aggiunto un pezzettino alla manovra, senza curarsi della contraddittorietà con i pezzettini precedenti. Il risultato, è un testo privo di organicità.

 

Nel frattempo, è stato annunciato un decreto imminente per correggere le detrazioni Tasi per le famiglie e coprire il mancato gettito ai Comuni di circa 1,3 miliardi.

Francamente, non capisco perché invece di annunciarlo non lo emanino e basta.

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
22/12/2013 - Impotenza e rassegnazione (Vittorio Cionini)

Ormai nessuno nutre alcun dubbio sulla totale incapacità del sistema di governo di risolvere i problemi della nazione. Ci hanno provato tutti da destra, da sinistra e dal centro riuscendo solo ad aggravare la situazione. Le fatue schermaglie di questi giorni attorno a provvedimenti centesimali presentati come scelte storiche stanno a dimostrare il senso di impotenza che ormai pervade la classe dirigente rassegnata a perdere potere e privilegi. Ma quello che mi sembra più grave è che il senso di impotenza e la rassegnazione hanno contagiato tutta la nazione. I cori stentorei dei forconi non fanno certo pensare a moti rivoluzionari ma solo a comparsate di gente esasperata che non sa con chi prendersela e soprattutto non sa cosa vuole. Gli imprenditori mollano tutto tanto ormai si è capito che in Italia non è tecnicamente possibile creare un posto di lavoro (dall'operaio al dirigente) per produrre qualcosa che sia possibile vendere in modo redditizio. Le eccezioni sono poche e non ce la fanno a reggere il fardello di una massa di nullafacenti che invocano solo diritti e sussidi. Purtroppo i decenni perduti nel degrado dell'istruzione, del senso del dovere, della correttezza e del vivere civile non si recuperano con decreti legge, formule elettorali e proclami roboanti. Ci vuole un colpo di reni ma,con l'età media che avanza, attenti al colpo della strega. Vittorio Cionini