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IDEE/ Imprese e consumatori, la formula che crea “utili” per tutti

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Tra tanta insufficienza, sembra scorgersi una chance. Là dove quelli che della vita spesa a fare la spesa fanno lavoro, che con quella spesa generano la crescita - clienti di quel tutto reso merce, poi consumato, poi smaltito; quel tutto che sta dappertutto e lascia tracce indelebili - si ha l’opportunità e la convenienza a fare meglio. Meglio per tutti. Sì. Fare, oltre la pratica dilettante e torna il tornaconto nell’acquistare: al mercato gestire una domanda ecosostenibile e pro-redditizia, il no-packaging per esempio; condizionare il prezzo e la qualità dell’offerta; poi fare offerta, mettendo a profitto le risorse immateriali ed ecocompatibili dei consumatori, per rifocillare il reddito. 

Torna utile e fa utili governare i processi di crescita che tengono in ordine quel mercato che abita tutto: l’ambiente appunto, la Terra. Quella terra sulla quale poter camminare lasciando tracce delebili. Possibile coniugare crescita, tornaconto e responsabilità.

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COMMENTI
22/12/2013 - commento (francesco taddei)

tutto ciò incontra un ostacolo: l'ideologia cattocomunista per cui l'utile non va investito e le assunzioni non devono essere conseguenza dell'ingrandirsi dell'azienda, ma i ricavi (privati) vanno redistribuiti con nuove assunzioni, anche se non necessarie, anche se in debito.