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TASSE/ Il vero "riccometro" per scovare i falsi poveri italiani

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Una semplice riforma nella direzione della giustizia sociale, qui delineata, determinerebbe un risparmio della spesa pubblica: si separerebbero gli indigenti veri da quelli falsi, e si rispetterebbe il principio ispiratore del dettato costituzionale. Le risorse così risparmiate, potrebbero invece essere destinate alla riduzione del cuneo fiscale o alle finalità di cui all’articolo 31 della Costituzione: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia…”: senza famiglia infatti non c’è futuro.

Il nuove ISEE in conclusione non è sufficiente, bisogna agire e incidere nella direzione dell’equità. Se andate sul sito del ministero delle Finanze e analizzate i dati statistici delle ultime dichiarazioni degli italiani dell’anno 2011 troverete molte sorprese. Ve ne segnalo una: gli italiani che dichiarano tra i 1.000 e 1.500 euro di reddito all’anno sono 656.958. Di questi 35.805 hanno oneri detraibili per spese sanitarie di 610 euro l’anno, 6.679 deducono interessi passivi, per mutui prima casa, mediamente per euro 1.700; 17.362 contribuenti riescono comunque a spendere 580 euro per l’assicurazione sulla vita e, complessivamente, la categoria evidenzia 51.898 contribuenti pari all’8%, che ha dedotto mediamente 930 annui dichiarandone non più 1.500. L’Italia è veramente un grande Paese dei miracoli.



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