BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RUMORS/ Fiat lascia l'Italia nel 2014?

Pubblicazione:lunedì 23 dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 23 dicembre 2013, 15.05

Infophoto Infophoto

A proposito di Fiom, Marchionne ha di recente incontrato Maurizio Landini e con lui sta trovando un accordo per smorzare il conflitto giudiziale, soprattutto dopo che le sue “tute blu” sono state riammesse in fabbrica per vie legali. È di qualche giorno fa tra l’altro la prima assemblea a Pomigliano d’Arco dei delegati Fiom, dopo tre anni di assenza dallo stabilimento Giambattista Vico.

Se i fatti confermeranno la decisione di Fiat di chiudere, l’Italia perderà gran parte della sua industria dell’automotive e il suo carico di indotto. In questo modo l’Italia per le sue poco moderne relazioni industriali, per il costo del lavoro, per le sue tasse e cuneo fiscale, per un quantomeno anomalo sistema giudiziario nel lavoro (sono 70 le cause aperte dalla Fiom contro la Fiat!) resta congegnata per deprimere l’impresa e la produttività.

Produttività significa anche efficienza: l’industria e l’impresa italiana non brillano certo per efficienza. A parte i tassi di assenteismo più alti d’Europa, sono molti i casi di coloro che dal sistema si fanno mantenere; questo a causa di una cultura del lavoro conflittuale ancora molto forte, che di fatto finisce con l’incentivare assenteismo e deresponsabilizzazione sulla base di vecchie e obsolete logiche e garanzie.

Naturalmente, nel momento in cui Fiat lascerà l’Italia, lo spazio che rimarrà vuoto nell’industria dell’auto per qualcuno certamente potrà risulterare appetibile: cosa ci dobbiamo aspettare dai colossi stranieri o da qualche outsider indigeno? Se il passato insegna qualcosa, anche gli stranieri difficilmente metteranno stabilimenti produttivi in Italia.

L’eventuale abbandono di Fiat, sarebbe una sconfitta per l’Italia, ma anche una conferma del tempo perso per non riformare il Paese.

 

in collaborazione con www.think-in.it



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
30/12/2013 - Marchionne non cerchi scuse (Massimo Pieri)

Se Marchionne non è capace di fare l'imprenditore secondo le leggi italiane non cerchi scuse, si dimetta e se ne vada in Canada o dove vuole lui. La costituzione italiana è la nostra legge fondamentale e DEVE ESSERE RISPETTATA DA TUTTI anche e soprattutto da chi ha potere. La FIAT non credo che potrà andarsene dall'Italia senza prima restituire tutti i soldi che ha fregato allo Stato negli ultimi 50 anni. Non credo che delocalizzare sarà così facile come sembra. La cosa giusta sarebbe una nazionalizzazione anche temporanea, con riconversione verso prodotti "green"(automobili, fotovoltaico o altro)nel caso in cui gli Agnelli e i loro scagnozzi dovessero togliere il disturbo, cosa quest'ultima che non farebbe certo male all'Italia

 
23/12/2013 - è un paese per vecchi (Claudio Baleani)

Se la FIAT va via si perderanno posti per gli operai e molto di più per gli ingegneri e giovani tecnici. Sarà il caso di guardare le cose come stanno piuttosto che affidarci ai sogni?

 
23/12/2013 - Molto bene. (luciano dario lupano)

Mi dispiace per i Dipendenti che pero' non hanno mai avuto il coraggio di mandare a quel paese Fiom e compagnia ciarlante! Ora che faranno? Andranno a mangiare dai Suddetti e dai Politicanti privi di qualsiasi strategia in tutti i campi? Pero' sono contento per quella grandissima percentuale di "tecnici" che possiedono auto straniere e che hanno sempre denigrato il gruppo Fiat, in futuro potranno comprare Fiat, straniera! Ai somari sovietici col portafoglio capitalistico: i diritti acquisiti non si toccano solo se ci sono le risorse per mantenerli altrimenti si lavora e non si chiacchera, come fanno gli altri e senza scomodare i cinesi!! Comunque altra Cassa Integrazione a spese della collettivita', e molto bene a quelli che, ribadisco, hanno sempre sputato e sputano sui prodotti nazionali. Buon Natale, io col Prosecco e non certamente con lo Champagnino e il Fois Gras!!

 
23/12/2013 - Precisazioni (Andrea Santurro)

Nello stabilimento di Melfi verrà prodotta la 500X (versione suv della 500) insieme a un modello simile a marchio Jeep. Gli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco (di recente acquisizione) sono destinati alla produzione di Maserati. Termini Imerese sarebbe stato assegnato alla DR Motors, ma i soliti problemi economici e burocratici ne bloccano l'avvio della produzione. Il futuro di Cassino è alquanto incerto purtroppo.

 
23/12/2013 - Fiat 2014 (Diego Perna)

Ma va, non ci posso credere, proprio nel 2014, e quindi.mentre c'è la ripresa dietro l' angolo, quella a portata di mano! Si vede che Marchionne,non coglie i segnali che ormai vediamo tutti della ripresa in corso! Come fa a non vederli? Abbiamo ridotto il cuneo fiscale, tolto l' imu, ora c' è il Job Act, e che cavolo non si puó mica mandare l' Italia in bancarotta! E poi siamo ormai in Europa, figurarsi che c' é anche la pace, insomma mica ci spariamo cannonate! Io lo so, la Fiat lascia l' Italia perché quel gran cattivo di Landini, ha fatto rientrare tre operai sindacalisti a Melfi , é tutta colpa sua, e dei sindacati( beh, un pò in effetti rompono) . Insomma la Fiat se ne andrá, ma non é che sia una gran sorpresa, chi potendo non lascerebbe una nave che affonda, é questione di sopravvivenza, solo che a capirlo sono solo quelli che giá hanno i piedi in acqua, e chi loro é vicino, mentre guardate chi manovra o balla nei saloni, i sorrisi, le borsette Prada, e le auto blu ancora si sprecano, con la stessa facilitá con cui si chiudono le scuole o gli ospedali, che é l' Europa che lo chiede, quindi calare le braghe. Buona Giornata e su con la vita , a dda passá a nuttata....