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RUMORS/ Fiat lascia l'Italia nel 2014?

Da fonti molto vicine al management del gruppo Fiat si apprende che è stato deciso che nel 2014 la Fiat lascerà l’Italia. Di ANDREA GIURICIN e GIUSEPPE SABELLA

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Il futuro di Fiat in Italia sembra ormai segnato. Il gruppo automotive guidato da Sergio Marchionne è sempre più ai ferri corti con una classe politica e sindacale che ha fatto di tutto per bloccare lo sviluppo. Il risultato è evidente a tutti, dato che la produzione italiana potrebbe fermarsi sotto la soglia dei 500 mila veicoli l’anno, pari a un quarto di quanto prodotto in Spagna e meno anche della Repubblica Slovacca.

Le condizioni per fare business in Italia sono sempre più difficili, con un sistema della giustizia incerto e una burocrazia che rallenta ogni investimento. Non è un caso che in Italia non esistano produttori stranieri, perché nessun investimento estero nel settore dell’automotive è ormai sicuro. Al contrario in Spagna, la Seat, ormai tedesca da anni, è solo un piccolo produttore, ma le aziende tedesche, americane e quelle giapponesi hanno investito sviluppando un settore che è grande quattro volte quello italiano.

Da fonti molto vicine al management del gruppo Fiat si apprende che Sergio Marchionne e John Elkann hanno deciso: nel 2014 la Fiat lascerà l’Italia. Non si tratta soltanto di spostare la sede a Detroit o a Londra, ma anche di chiudere gli stabilimenti; quello di Mirafiori resterà attivo, da capire le sorti di Melfi (stanno rinnovando le linee per la nuova 500) e Pomigliano (la miglior fabbrica europea dell’auto); ma gli altri - vedi Cassino, Grugliasco e Termini Imerese (quest’ultimo dal 2011 non produce più nulla) - chiuderanno. E la Fiat andrà via dall’Italia.

La notizia, se confermata, avrebbe naturalmente del clamoroso: non che non se ne sia mai parlato, ma nella lettera di fine anno ai dipendenti del gruppo si legge testualmente che gli investimenti avviati dalla Fiat “proseguiranno nei mesi e negli anni a venire”.

La telenovela, nelle sue puntate, è cosa nota. Determinanti possono essere state, nelle decisioni assunte dai vertici del gruppo, la sentenza della Consulta che ha accolto il ricorso della Fiom e la mancata legge sulla rappresentanza che, a parte Marchionne e la sua azienda, nessuno ha naturalmente voluto. La Fiat, non sentendosi tutelata né dai recenti esecutivi, né dalla magistratura, voleva una legge sulla rappresentanza che facesse chiarezza sul fatto che chi non firma contratti aziendali non abbia poi voce in capitolo nella gestione dei medesimi. Il niet della politica - e naturalmente dei sindacati - è cosa nota: del resto le relazioni industriali sono affare privato, la politica, opportunamente, deve starne fuori.

Anche il sistema delle imprese e dell’industria ha poco colto l’occasione offerta dal caso Fiat, che di fatto in questi anni è stato portatore di istanze di modernità da cui l’economia e le relazioni industriali avrebbero potuto trarre vantaggio, come abbiamo più volte scritto su queste pagine. Ma per lo più Marchionne ha fatto questa battaglia da solo, tant’è che a partire dal 2012 Fiat è fuori da Confindustria. Si ricordino anche la nota di Della Valle contro i “furbetti cosmopoliti Fiat” e il sostegno di Cesare Romiti (incredibile ma vero!) alla Fiom come unico sindacato che si sia opposto a Torino.


COMMENTI
30/12/2013 - Marchionne non cerchi scuse (Massimo Pieri)

Se Marchionne non è capace di fare l'imprenditore secondo le leggi italiane non cerchi scuse, si dimetta e se ne vada in Canada o dove vuole lui. La costituzione italiana è la nostra legge fondamentale e DEVE ESSERE RISPETTATA DA TUTTI anche e soprattutto da chi ha potere. La FIAT non credo che potrà andarsene dall'Italia senza prima restituire tutti i soldi che ha fregato allo Stato negli ultimi 50 anni. Non credo che delocalizzare sarà così facile come sembra. La cosa giusta sarebbe una nazionalizzazione anche temporanea, con riconversione verso prodotti "green"(automobili, fotovoltaico o altro)nel caso in cui gli Agnelli e i loro scagnozzi dovessero togliere il disturbo, cosa quest'ultima che non farebbe certo male all'Italia

 
23/12/2013 - è un paese per vecchi (Claudio Baleani)

Se la FIAT va via si perderanno posti per gli operai e molto di più per gli ingegneri e giovani tecnici. Sarà il caso di guardare le cose come stanno piuttosto che affidarci ai sogni?

 
23/12/2013 - Molto bene. (luciano dario lupano)

Mi dispiace per i Dipendenti che pero' non hanno mai avuto il coraggio di mandare a quel paese Fiom e compagnia ciarlante! Ora che faranno? Andranno a mangiare dai Suddetti e dai Politicanti privi di qualsiasi strategia in tutti i campi? Pero' sono contento per quella grandissima percentuale di "tecnici" che possiedono auto straniere e che hanno sempre denigrato il gruppo Fiat, in futuro potranno comprare Fiat, straniera! Ai somari sovietici col portafoglio capitalistico: i diritti acquisiti non si toccano solo se ci sono le risorse per mantenerli altrimenti si lavora e non si chiacchera, come fanno gli altri e senza scomodare i cinesi!! Comunque altra Cassa Integrazione a spese della collettivita', e molto bene a quelli che, ribadisco, hanno sempre sputato e sputano sui prodotti nazionali. Buon Natale, io col Prosecco e non certamente con lo Champagnino e il Fois Gras!!

 
23/12/2013 - Precisazioni (Andrea Santurro)

Nello stabilimento di Melfi verrà prodotta la 500X (versione suv della 500) insieme a un modello simile a marchio Jeep. Gli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco (di recente acquisizione) sono destinati alla produzione di Maserati. Termini Imerese sarebbe stato assegnato alla DR Motors, ma i soliti problemi economici e burocratici ne bloccano l'avvio della produzione. Il futuro di Cassino è alquanto incerto purtroppo.

 
23/12/2013 - Fiat 2014 (Diego Perna)

Ma va, non ci posso credere, proprio nel 2014, e quindi.mentre c'è la ripresa dietro l' angolo, quella a portata di mano! Si vede che Marchionne,non coglie i segnali che ormai vediamo tutti della ripresa in corso! Come fa a non vederli? Abbiamo ridotto il cuneo fiscale, tolto l' imu, ora c' è il Job Act, e che cavolo non si puó mica mandare l' Italia in bancarotta! E poi siamo ormai in Europa, figurarsi che c' é anche la pace, insomma mica ci spariamo cannonate! Io lo so, la Fiat lascia l' Italia perché quel gran cattivo di Landini, ha fatto rientrare tre operai sindacalisti a Melfi , é tutta colpa sua, e dei sindacati( beh, un pò in effetti rompono) . Insomma la Fiat se ne andrá, ma non é che sia una gran sorpresa, chi potendo non lascerebbe una nave che affonda, é questione di sopravvivenza, solo che a capirlo sono solo quelli che giá hanno i piedi in acqua, e chi loro é vicino, mentre guardate chi manovra o balla nei saloni, i sorrisi, le borsette Prada, e le auto blu ancora si sprecano, con la stessa facilitá con cui si chiudono le scuole o gli ospedali, che é l' Europa che lo chiede, quindi calare le braghe. Buona Giornata e su con la vita , a dda passá a nuttata....