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Economia e Finanza

VERTICE UE/ Banche e immigrazione: il mistero della "vittoria" italiana

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In materia di unione bancaria, si è giunti a un accordo che il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha definito “storico”, per essere, però, prontamente smentito da autorevoli esponenti del Parlamento europeo e - ciò che più conta - da Standard & Poor’s. All’inizio degli anni Settanta, sia io che Saccomani eravamo a Washington, giovani funzionari rispettivamente della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale. Ci incontravamo sia nel piccolo gruppo di italiani residente nella capitale degli Usa, sia, sempre, alla Opera House del Kennedy Center (siamo ambedue melofili incalliti sin da giovanissima età).

Saccomanni avrebbe dovuto ricordarsi che nel dicembre 1971 un Capo di Stato e Segretario al Tesoro definirono “storico” l’accordo monetario conosciuto come Smithsonian Agreement che durò pochi mesi e, unitamente all’aumento dei prezzi del petrolio deciso dall’Opec, fu una delle due determinanti del vero e proprio panico sui mercati finanziari del febbraio-marzo 1973. Mi auguro che non avvenga nulla di analogo. Si è deciso che i depositi in conto corrente sono protetti sino a 100.000 euro.

L’Italia aveva richiesto una garanzia “europea”, non tante garanzie “nazionali” quanti sono (o meglio saranno) gli Stati dell’unione bancaria. Ma non l’ha ottenuta. Ha avuto qualcosa in materia di rete di sicurezza (a carico delle banche, non dei contribuenti) durante i dieci anni di periodo transitorio per la costituzione del “fondo di risoluzione” (da attivare in caso di crisi che comportino il fallimento di istituti tali da avere ripercussioni europee). È un mattone importante di un edificio che si iniziando a costruire, soprattutto in quanto inserito in un’architettura decisionale più semplice di quella predisposta nel “compromesso” esaminato il 16-17 dicembre. L’architettura decisionale porterebbe - si auspica- a decisioni sul futuro di una grande banca in difficoltà nel corso di un fine settimana.

Il percorso di dieci anni per costituire il fondo deve, però, apparire credibile non ai ministri e ai barracuda-esperti che li accompagnano, ma ai milioni di operatori che comprano e vendono valute sui mercati. Meglio non farsi illusioni.

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