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SPILLO/ Sapelli: gli "strafalcioni" della Merkel affondano l'Europa

Pubblicazione:giovedì 26 dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 26 dicembre 2013, 9.39

Angela Merkel (InfoPhoto) Angela Merkel (InfoPhoto)

È la terza volta che fa il cancelliere, ha superato perfino il primato di Adenauer come durata e questo secondo me le sta dando un po’ alla testa. Spero non faccia altrettanto con la politica economica. Se non cambia, le cose si complicano per lei ma anche per tutti. Basta vedere il danno che sta provocando adesso nell’Union Banking questa posizione della Germania che ha deciso di star sopra l’Europa e non con l’Europa. 

 

A cosa si riferisce?

Il fondo che dovrebbe aiutare le banche in difficoltà è stato spostato al 2020. Fino ad allora a chi ha banche in difficoltà si applicherà il “modello Cipro”, quello che i tedeschi hanno cercato di applicare a Cipro senza riuscirci perché i russi che avevano lì molti capitali si sono opposti. Queste posizioni dimenticano una cosa.

 

Quale?

Che la Germania ha perso tutte le guerre del Novecento ma ha vinto tutte le “paci” grazie all’America e agli altri paesi europei. Posizioni che dimenticano una cosa così fondamentale possono essere molto pericolose. 

 

All’ultimo Consiglio europeo la Merkel avrebbe anche detto: “Se agiamo solo quando siamo sull’orlo del precipizio allora torniamo a casa e aspettiamo. Vedrete cosa succederà tra sei mesi e chi raccatterà i pezzi”. Cosa accadrà tra sei mesi?

Questo è molto grave. Vuol dire che continua a concepire la fuoriuscita dalla crisi e la stabilizzazione dell’economia solo attraverso la prosecuzione del modello, diciamo così, di disuguaglianza che si è creato tra un Paese - la Germania - che ha un surplus commerciale enorme, tanto da aver indotto la Commissione europea a metterla sotto esame per questa sua posizione, e i paesi, soprattutto quelli dell’Europa del sud, che non hanno quella produttività del lavoro e non hanno quella capacità esportativa. Vuol dire che lei pensa che questo meccanismo sia il migliore e che se non si prosegue in questa direzione arriverà la crisi. Mentre è vero esattamente il contrario. Cosa potrà capitare tra sei mesi? Che la crisi arriverà se si continua così, non se si cambia. 

 

Cosa suggerisce?

Credo che l’unico atteggiamento razionale sia accelerare, come hanno detto il prof Giuseppe Guarino e Prodi, l’iniziativa diplomatica con la Francia, la Spagna e il Portogallo per creare un blocco comunitario in grado di opporsi a queste farneticazioni.     

 

Anche Draghi avrebbe dato man forte alla Merkel dicendo che se non faranno le riforme i paesi perderanno la loro sovranità nazionale. 


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COMMENTI
26/12/2013 - Mah! (luciano dario lupano)

Penso che la sig.ra Merkel non abbia preconcetti di sorta ed abbia come tanti Tedeschi una visione parsimoniosa della vita, non solo dell'economia. Il fatto che persista su certe posizioni, al di la' di esternazioni politiche per il suo elettorato, sia dovuto principalmente non tanto al passato, ahi me!, quanto alle prospettive future. Il comportamento di alcune Societa', lasciamo stare i Governi, che non si rendono, soprattutto non vogliono, conto che nella Vita si esige serieta', coerenza ed impegno sociale vero limitando al massimo il parassitismo fa si che chi persegue questi concetti, come la Germania, nutra nel migliore dei casi diffidenza e astio. L'Italia dei Comuni, guelfa o ghibellina secondo i propri comodi, dovrebbe dare dei segnali concreti in tal senso anche per quei cittadini che non ne possono piu' di furbizia, intrallazzamento e quant'altro. Certo che fin che si persegue il rinnovamento e la modernizzazione meritocratica competente con ammenicoli furbastri vari la frau Merkel rimarra' ancorata ai wuerstel anche se a quanto so le piace molto la cucina mediterranea e non solo! Buon Anno.