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SPILLO/ Sapelli: gli "strafalcioni" della Merkel affondano l'Europa

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Angela Merkel (InfoPhoto)  Angela Merkel (InfoPhoto)

All’ultimo Consiglio europeo la cancelliera Merkel avrebbe lanciato un nuovo avvertimento: senza coesione l’euro è destinato a esplodere. Secondo alcune indiscrezioni pubblicate da Le Monde, con i suoi  colleghi la Merkel si sarebbe lasciata andare anche ad alcune provocazioni. “Sono cresciuta in un Stato che ha avuto la fortuna di avere la Germania Ovest che lo ha tolto dai guai”, avrebbe detto facendo riferimento alla sua  esperienza nella Ddr,“ma nessuno farà lo stesso per l’Europa”. “Se tutti - ha aggiunto - si comportano come si poteva fare durante il comunismo, allora siamo finiti”. “Se agiamo solo quando siamo sull’orlo del precipizio allora torniamo a casa e aspettiamo. Vedrete cosa succederà tra sei mesi e chi raccatterà i pezzi”. IlSussidiario.net ha chiesto un commento a Giulio Sapelli, Professore di Storia economia all’Università di Milano.             

 

“Se tutti si comportano come si poteva fare durante il comunismo, allora siamo finiti”. Cosa voleva dire, secondo lei, la signora Merkel con questa affermazione?

È sicuramente una metafora contratta. E un paragone improprio. 

 

Qual è la metafora?

Credo volesse dire che il regime comunista non si sarebbe mai trasformato in quella che è diventata la Germania tout court, che cioè la Repubblica Democratica Tedesca non sarebbe mai crollata se dall’altra parte non ci fosse stata una Germania realmente democratica, non solo a parole, che l’ha poi accolta nel suo seno e l’ha di fatto indotta al cambiamento. Ma questa cosa, soprattutto per chi ricorda la storia, è molto fastidiosa.

 

In che senso?

Che la Merkel abbia detto quelle cose mi spiace, nonostante io la critichi implacabilmente. Sull’Herald New York Times c’era l’altro giorno una bellissima pagina su Helmut Schmidt che ha 95 anni ed è indicato da tutti come il critico più radicale della Merkel. Schmidt le ha sempre rimproverato una mancanza di visione. E nel novembre 2011 le aveva detto una cosa ancora più chiara, citando quello che spesso anche Bismarck ricordava: ogni volta che la Germania cerca di mettersi sopra l’Europa è un disastro per l’Europa e per la Germania. In più...

 

In più?

Quell’affermazione sul comunismo, fatta da lei, è davvero spiacevole.

 

Perché?

Sappiamo che un ruolo fondamentale nell’opposizione alla Germania comunista dei successori di Honecker - perché Honecker era già stato fatto fuori da Gorbaciov - l’hanno svolto le chiese luterane. Sarebbe impietoso ricordare alla signora Merkel che uno dei pochissimi pastori luterani che non si opposero al regime era suo padre. E che lei ha potuto frequentare l’università proprio perché suo padre era un collaboratore. Per carità, nulla di male; per certi versi quella era la presa di posizione di un uomo cristiano che politicamente pensava che la Germania dell’est era un regime che probabilmente espiava i mali compiuti sotto il nazismo. Abbiamo avuto illustri esponenti intellettuali i quali, finita la Seconda guerra mondiale e chiusa la parentesi del  nazismo, dalla Palestina, da Israele addirittura, sono tornati non nella Germania ovest ma in quella dell’est. Non sto facendo processi a nessuno. Però lei è potuta entrare all’accademia delle scienze e godere di privilegi che nessuna figlia di pastore evangelico o luterano abbia mai avuto. Quindi, paragoni di questo tipo, fatti da lei sono di cattivo gusto. Secondo me, Frau Merkel si è un po’ montata la testa.

 

Cosa intende dire?


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COMMENTI
26/12/2013 - Mah! (luciano dario lupano)

Penso che la sig.ra Merkel non abbia preconcetti di sorta ed abbia come tanti Tedeschi una visione parsimoniosa della vita, non solo dell'economia. Il fatto che persista su certe posizioni, al di la' di esternazioni politiche per il suo elettorato, sia dovuto principalmente non tanto al passato, ahi me!, quanto alle prospettive future. Il comportamento di alcune Societa', lasciamo stare i Governi, che non si rendono, soprattutto non vogliono, conto che nella Vita si esige serieta', coerenza ed impegno sociale vero limitando al massimo il parassitismo fa si che chi persegue questi concetti, come la Germania, nutra nel migliore dei casi diffidenza e astio. L'Italia dei Comuni, guelfa o ghibellina secondo i propri comodi, dovrebbe dare dei segnali concreti in tal senso anche per quei cittadini che non ne possono piu' di furbizia, intrallazzamento e quant'altro. Certo che fin che si persegue il rinnovamento e la modernizzazione meritocratica competente con ammenicoli furbastri vari la frau Merkel rimarra' ancorata ai wuerstel anche se a quanto so le piace molto la cucina mediterranea e non solo! Buon Anno.